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Pescara, 22/04/2026
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03/03/2010
Il Messaggero
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Saga, una nomina che non decolla. L'assessore Morra: «Ma la Regione ricapitalizza e salva l'aeroporto».
Napoleone frenato, Angelucci freme, i teramani sperano |
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PESCARA - Macchè fuorisacco, viaggia in sacco dice chiaro e tondo Giandonato Morra. E' da tre lunedì che sono ventuno giorni, duemilaventiquattro minuti e un sacco di risse che il nome di Marco Napoleone esce dalla ventiquattrore dell'assessore e ci torna nel giro di un minuto. Col risultato che la poltrona del nuovo presidente della Saga resta libera. O perlomeno temporaneamente occupata da Vittorio Di Carlo, indicato dalla precedente giunta di centrosinistra. Rinvii su rinvii, litigi scontri accuse e polemiche. Che per il momento devono restare nascoste, per carità di patria e di elezioni. Poi, liberi di uccidersi. Chi? Lo sponsor ufficiale del potentissimo direttore generale dell'Università Fabrizio Di Stefano e il presidente della Regione Gianni Chiodi interprete piuttosto interessato delle proteste dei pescaresi che sulla poltrona della Saga vorrebbero vedere il direttore di Confindustria Mauro Angelucci. Non c'è l'accordo, è la motivazione ufficiale: e Morra ligio ogni lunedì ritira la nomina. In attesa che le nubi si schiariscano, ma vista l'aria che tira, non accadrà prima della fine del mese. Una notizia per fortuna c'è ed è stata assunta all'unanimità lunedì scorso in giunta regionale, dopo le risse tra gli ex aennini di Fabrizio Di Stefano e gli ex azzurri di Chiodi: «Nell'assemblea del 9 e 10 marzo prossimo, la Regione si presenterà all'assemblea della Saga con il piano di ricapitalizzazione richiesto dall'Enac, cioè finanziando 850 mila euro». E così la Regione, spiega l'assessore Morra, dopo aver trovato nelle pieghe del bilancio 1.341 euro per acquistare le quote azionarie è pronta a fare lo sforzo decisivo per salvare l'aeroporto. «Che ricordiamocelo, è pur sempre l'aeroporto d'Abruzzo». Ma dopo, subito dopo, tutti quanti dovranno fare la loro parte, ammonisce Morra. E' un atto d'accusa quello dell'assessore, che punta il dito su quelli che hanno urlato mattina e sera ma mai «dico mai, hanno ricordato alla Regione che c'erano delle quote da pagare». Ardizzi, tanto per fare un esempio. Inadempienti, fino a un'amministrazione fa: «Era dal 7 marzo del 2007 che le azioni erano state sottoscritte e mai pagate. Le ho pagate io, anzi noi. Fino ad oggi la Regione era in Saga ma in condizioni di inadempienza, era debitrice», puntualizza Morra. L'intervento della Regione, che arriva dopo l'accordo quadro di 6,5 milioni di euro, consentirà di mantenere in piedi la convenzione con l'Enac e di salvare l'aeroporto. «Subito dopo a parte gli adempimenti a cui saranno tenuti tutti gli altri enti, spero si potranno fare queste benedette nomine». Ma come, ancora non si sa. Il tam tam regionale racconta che Chiodi è pronto a imporre un suo candidato nel solco già tracciato della "teramanizzazione" della Regione e di tutti gli enti. E' quindi possibile che in nome della compattezza della maggioranza, il presidente chieda un passo indietro a tutti e due i candidati in pista, Napoleone da una parte e Angelucci dall'altra. Per poter poi più agevolmente piazzare un suo candidato di fiducia. Ambiente di provenienza: Confindustria Teramo, uomo conosciuto e stimato anche dall'assessore al Turismo Mauro Di Dalmazio. Ma il rischio declassamento non è per niente sventato: la commissione parlamentare di indagine sta esaminando la bozza di una riforma che prevede la soglia minima di cinque milioni di passeggeri l'anno per tenere in vita un aeroporto. «L'Italia ha bisogno di un maggior numero di aeroporti ma di aeroporti più grandi, più efficienti e meglio connessi con la rete ferroviaria e stradale», si legge nella bozza di riforma. Pescara quindi è in una situazione critica, per niente facile. E il rischio che perda quota, ricapitalizzazione a parte, si fa sempre più forte.
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