Il Tir che ieri mattina è rimasto bloccato sulla rampa dell'asse attrezzato - nella foto a destra - rendeva bene l'immagine di una città in balìa delle "onde" in fatto di viabilità. Impossibile andare avanti e andare indietro, fatto è che si sono formate code e intoppi risolti solo grazie alla collaborazione tra automobilisti. A Pescara funziona così, del resto: e se non ci si aiuta al volante è difficile cavarsela. Il vecchio piano traffico è stato bocciato sulla carta dalla nuova amministrazione eppure resta confermato per quanto fin qui realizzato, senza ulteriori passi in avanti. Le domeniche ecologiche organizzate per marzo sono conseguenza di un inquinamento di polveri sottili e benzene che ha superato limiti e livelli di guardia dopo appena due mesi: a Pescara ma anche nel paesino di Spoltore, dove non te l'aspetti e dove l'amministrazione comunale dovrà intervenire per non rischiare denunce (che invece il sindaco Luigi Albore Mascia s'è preso prima di correre ai ripari). Argomenti e contestazioni che il centrosinistra all'opposizione al Comune di Pescara ha messo in fila ieri, con dati alla mano. Da Alessandrini a Blasioli passando per Del Vecchio, i consiglieri del Pd hanno ripercorso le scelte e le situazioni che hanno determinato la "mal'aria" a Pescara. Su una cosa si sono trovati d'accordo con l'assessore Berardino Fiorilli: le domeniche ecologiche non bastano da sole a migliorare la qualità dell'aria, prova ne siano i dati di alto inquinamento registrati nel giorno dello stop alle auto al centro; tuttavia rappresentano una rivoluzione culturale che mira a limitare al massimo l'uso di auto per spostarsi in città, a vantaggio dei mezzi pubblici ed ecologici.
Ciò detto, il Pd c'è andato giù pesante ieri in conferenza stampa: ha chiesto le dimissioni dell'assessore, «incapace di rilanciare una programmazione seria per il traffico», criticandolo «per gli annunci spot puntualmente rimangiati, come la chiusura notturna di alcune zone del centro nel week end». «Chiudere la città alle auto di domenica dalle 9 alle 17 significa penalizzare le attività di fiorai, pasta all'uovo e gastronomie - hanno detto Blasioli e Del Vecchio - e concentrare i gas di scarico sulle poche strade lasciate aperte intorno alla zona chiusa. Allo scadere del divieto poi , all'ora dello struscio, le strade si ringolfano rialzando l'inquinamento: e così non si va da nessuna parte».