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Pescara, 22/04/2026
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Data: 04/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Approvata la legge sull'arbitrato che aggira l'articolo 18. Protestano opposizione e Cgil: è una controriforma del diritto del lavoro. Sacconi replica: polemiche dei soliti noti

ROMA. Il Senato ha approvato la nuova legge sui lavori usuranti, l'apprendistato e le controversie sul lavoro. Il testo contiene anche le norme sull'arbitrato che aggirano l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. «Una norma anticostituzionale - denuncia l'opposizione - che cancella anni di conquiste». Ma il ministro Sacconi nega «manomissioni».
Dopo otto anni riesplode dunque il caso dell'articolo-simbolo che tutela i lavoratori dal licenziamento senza giusta causa e che ora viene svuotato di efficacia. Questa volta non si è scelta la strada della cancellazione, come nel 2002, ma semplicemente di ignorare l'articolo. Nella legge si prevede che le controversie tra datore di lavoro e dipendenti possano essere risolte anche con l'arbitrato (in alternativa al giudice del lavoro) dove si deciderà «secondo equità» e non sulla base della legislazione.
Nei giorni scorsi la consulta giuridica della Cgil aveva sollevato il caso denunciando il radicale cambiamento della normativa con i limiti imposti alla magistratura e la «controriforma» del processo del lavoro. Decidere «secondo equità», infatti, consente secondo i giuristi del sindacato anche la possibilità di non tenere conto di leggi e contratti «ma solo di un loro buon senso».
La Cgil scende decisamente in campo bocciando il provvedimento: «Questo ddl - attacca il leader Guglielmo Epifani - opera una vera e propria controriforma delle basi del diritto del lavoro italiano» e fa saltare «le forme tradizionali delle tutele contrattuali e delle libertà dei lavoratori».
Una posizione liquidata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi come «polemica dei soliti noti» e «ennesima prova di malafede» Per Sacconi in due anni di iter parlamentare «nessuno ha gridato allo scandalo» perchè in caso di controversia con il datore di lavoro, i dipendenti possono sia «adire al giudice ordinario o all'arbitrato». Ma per Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, ci sono altre «norme inaccettabili» come quella dell'apprendisato a 15 anni «derogando contemporaneamente all'obbligo scolastico e all'età minima per il lavoro minorile fissata a 16 anni». Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni questa è invece una materia «da affidare alle parti sociali».
L'opposizione attacca col segretario del Pd Pierluigi Bersani, secondo il quale «discutere ancora di flessibilità e di costo del lavoro significa essere un marziano». L'articolo 18, spiega Tiziano Treu ex ministro del Lavoro, «potrebbe diventare un optional» perché il singolo lavoratore accettando il ricorso consentirebbe di bypassare norme inderogabili di legge.
«Una mascalzonata da regime autoritario» accusa Oliviero Diliberto, segretario del Pdci mentre Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, ha iniziato uno sciopero della fame per lanciare il referendum abrogativo della «controriforma».

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