La struttura è costata 33 milioni di euro e non è mai entrata in funzione
SAN SALVO. «L'autoporto è funzionale. Non lo dico io, ma le perizie dei tecnici prima del collaudo. Non ci sono motivi per ritardare la procedura di affidamento della gestione della struttura». Non si fa attendere la risposta del sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese (Pd), alle accuse del consigliere regionale Nicola Argirò (Pdl).
«Ogni giorno che passa», dice Marchese, «la Regione trova nuovi ostacoli per ritardare l'apertura dell'autoporto: prima la perizia sugli impianti elettrici, poi la cabina elettrica. Vedremo nei prossimi giorni cosa andrà ad inventare Argirò per giustificare il ritardo dell'apertura di una struttura invocata da Confindustria, Cna, Confartigianato e dalle aziende del comprensorio».
Il sindaco si dice esasperato e sconcertato. «In un momento così delicato per l'economia, invece di fare salti mortali per aprire un impianto costato 33milioni di euro e che può portare al territorio centinaia di posti di lavoro, la Regione si dimentica del centro di smistamento».
Gli atti vandalici che ora Argirò denuncia sono, a giudizio di Marchese, la prova dell'abbandono dell'impianto. «E 60mila euro per riparare i danni non possono essere un alibi per un ente che gestisce miliardi», incalza Marchese. Il presidente regionale di Confindustria, Riccardo Marrollo, è d'accordo. Anzi è stato proprio l'imprenditore a lanciare per primo il grido d'allarme in difesa dell'autoporto. Gli amministratori e gli imprenditori del Vastese reclamano il diritto all'utilizzo di una struttura costata 21 anni di sacrifici. «Non ci sono più attenuanti di nessuna natura», insiste Marchese rinnovando l'invito alla Regione ad avviare prima possibile le procedure per affidare la gestione dell'autoporto ad una società mista pubblico-privata.
Il Comune è pronto alla collaborazione. «Qualora la Regione non dovesse provvedere a dare corso a ciò che è suo preciso dovere fare, il Comune prenderà tutte le iniziative che riterrà opportune», avvisa Marchese.