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Pescara, 15/05/2026
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Data: 13/09/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Ferrovia, linea elettrica in tilt. Roma-Pescara, a causa della caduta di un albero

AVEZZANO. Cade un albero sulla linea elettrica aerea della ferrovia e la Roma-Pescara va in tilt. Numerosi treni hanno accumulato ritardi record e i pendolari, costretti a passare tutto il pomeriggio lungo la disastrata linea ferroviaria, tornano a protestare chiedendo maggiore sicurezza. Sotto accusa anche la Regione, che deve adoperarsi per la sostituzione del vecchio materiale rotabile. Quando non sono le motrici risalenti a mezzo secolo fa ad andare in panne, oppure le vecchie locomotive a fare i capricci lungo la salita che da Roma porta a Roviano, ci si mettono gli eventi naturali. Ieri la linea aerea della Roma-Pescara è rimasta bloccata per la caduta di un albero che ha centrato in pieno i cavi elettrici che alimentano i treni. L'incidente è avvenuto nel tratto compreso tra le stazioni di Oricola e Roviano. La grossa pianta è precipitata sulla linea intorno alle 15. Quando il primo treno diretto a Roma ha raggiunto la stazione di Oricola è stato costretto a fermarsi. La stessa cosa è accaduta a Roviano. La linea è rimasta divisa in due tronconi e si sono accumulati ritardi anche di un'ora e mezza per numerosi treni. Dopo l'incidente sul posto sono intervenuti i tecnici delle Ferrovie si sono adoperati per sostituire i cavi danneggiati. L'intervento ha richiesto circa due ore di lavoro. Il guasto, quindi, stavolta è stato riparato in tempi record. Ciò non ha impedito, però, che i ritardi si ripercuotessero su tutta la linea. I pendolari, stanchi dei ritardi, sono andati su tutte le furie. Il giorno prima, infatti, il vecchio elettrotreno 3379 diretto a Roma è rimasto bloccato alla stazione di origine e le Ferrovie sono state costrette a sopprimere il convoglio in partenza. I pendolari, in attesa di salire a bordo, sono stati costretti a prendere il treno successivo giungendo a Roma con oltre mezz'ora di ritardo, mentre i viaggiatori in attesa ad Avezzano e Tagliacozzo si sono dovuti accontentare dei pullman sostitutivi partiti solo intorno alle 8.30, circa mezz'ora dopo del previsto.

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