ROMA A febbraio le ore di cassa integrazione sono più che raddoppiate (+123%) rispetto allo stesso mese del 2009. E' l'amara sorpresa arrivata ieri con la diffusione dei dati Inps che segnalano 95 milioni di ore di cig consumate il mese scorso con un aumento del 12,4% rispetto a gennaio.
Il dato riguarda le ore chieste e autorizzate e non il «tiraggio», ovvero le ore effettivamente utilizzate dalle aziende.
L'aumento complessivo è dovuto prevalentemente all'andamento della cassa straordinaria (quella concessa in caso di ristrutturazione, riorganizzazione e crisi aziendale) per la quale nel mese sono state autorizzate 38 milioni di ore, in crescita del 28% rispetto a gennaio e del 245,9% rispetto a febbraio 2009. La cassa ordinaria (quella legata a «situazioni temporanee di mercato») registra invece una diminuzione rispetto a gennaio 2010 (-5,38%), mentre aumenta del 26,14% rispetto a febbraio 2009. La cassa integrazione in deroga, strumento che non era disponibile a febbraio 2009, registra un calo dell'1% rispetto a gennaio ma si conferma, con 19,6 milioni di ore autorizzate (circa il 20% del totale), un ammortizzatore di grande importanza per le aziende che affrontano la crisi. Nel complesso nei primi due mesi del 2010 sono state autorizzate 179,6 milioni di ore di cassa contro i 72 milioni dello stesso periodo del 2009 e un incremento del 149,34%.
Pensioni. «Se mi si chiede: "si può ancora aprire un tavolo?", dico di sì». Lo ha detto ieri il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando di pensioni e di una possibile loro riforma, nel corso della trasmissione "Effetto domino", su La7. Per il leader della Cgil «si devono fare due cose: un'età d'uscita di vecchiaia per lavoratori e lavoratrici, che sia più flessibile e non imposta, come era nella riforma Dini. Così, se si vuole andare in pensione prima, ci si può andare con una pensione un pò più bassa, mentre se si è in condizioni di restare un pò più a lungo, oltre i 60 o i 65 anni, a quel punto si avrà una pensione un pò più alta».
E, seconda cosa, ha aggiunto, «quello che c'è in più lo mettiamo per incrementare il valore contributivo delle pensioni dei giovani di oggi». Riguardo allo stato del sistema pensionistico italiano, Epifani ha sottolineato: «Un anno sì e un anno no, stiamo mettendo mano alle pensioni. A differenza degli altri, noi stiamo facendo degli assestamenti. E abbiamo per il futuro un sistema previdenziale anche troppo in equilibrio».