ORSOGNA. Gli autobus regionali, pubblici e privati, tutti dotati nel giro di qualche anno di pedane per l'accesso dei diversamente abili in carrozzella. E fermate senza barriere architettoniche, oltre all'aumento delle corse da e verso gli ospedali e le università. Sono le promesse che Orsogna ha strappato all'assessore regionale ai trasporti Tommaso Ginoble, nei gionri scorsi protagonista dell'incontro su handicap, trasporti pubblici e barriere architettoniche voluto e organizzato dal capogruppo della lista civica Gianfranco Angelini e da Rifondazione con il segretario della sezione Berlinguer, Nicolò D'Angelo, con l'appoggio del resto dell'opposizione di centrosinistra (Margherita, Ds e Sdi-Rosa). Spunto dell'iniziativa, qualche settimana fa, una lettera indirizzata fra gli altri all'assessore da Antonio Capuzzi, giovane diversamente abile che lamentava il disastro dei trasporti dal punto di vista di chi deve servirsene a bordo di una carrozzella. Ginoble ha passeggiato per Orsogna con Capuzzi, prima dell'appuntamento alla sala consiliare del municipio, dove è stato accolto dal sindaco Alessandro D'Alessandro. «Speriamo di estendere presto a tutto l'Abruzzo l'esperimento dell'Alto Sangro, bus navetta a richiesta per diversabili», ha anticipato l'assessore, che seduta stante ha organizzato un incontro nella sede centrale dell'Arpa tra una delegazione della minoranza in consiglio comunale e dirigenti dell'azienda di autotrasporti pubblici. Obiettivo, servire meglio i diversamente abili che da Orsogna e dal comprensorio Marrucino devono con frequenza spostarsi verso ospedali e università vicine, facendo coincidere stavolta orari di visita e di lezione con il tabulato delle linee, come ha chiesto Nicola D'Alleva della Margherita. «Spero che l'ncontro abbia centrato il bersaglio anche sul fronte orsognese», spiega Angelini, «una città in cui è impossibile perfino l'ingresso in carrozzella al municipio, per non parlare dei marciapiedi alti e senza scivoli, come in via Ortonese, o le strade senza marciapiedi, come via Adriatico in cui le carrozzelle sono alla mercè dei veicoli. E dire», ammette, «che abbattere le barriere per le strade non richiede nemmeno progettisti e mega-appalti