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Data: 08/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La rabbia del popolo viola. Tremila in piazza Navona: situazione di emergenza

ROMA. Sul palco un sepolcro improvvisato, con candela viola: «Qui giace lo stato di diritto». Qualcuno, fra i tremila che stanno in piazza Navona agita una bandiera tricolore con un drappo nero, «lutto per la democrazia». Un altro manifestante gira tenendo sul petto la Costituzione.
Era aperta alla pagina dell'articolo 74, quello che nega la possibilità di decretare in tema di elezioni. Lo slogan della manifestazione viene da Animal House film cult di fine anni 70: «Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare». Popolo viola a raccolta per la terza volta in poche ore, sul palco solo cittadini senza cariche politiche. «Ma noi non siamo l'antipolitica - ci tiene a spiegare Gianfranco Mascia, portavoce del Popolo viola - noi siamo la politica. E' la politica che deve venire a noi, senza strumentalizzazioni, ma quando c'è un'emergenza come questa dobbiamo essere tutti uniti».
Così sono state ammesse in piazza anche bandiere di partito: un paio della Lista Bonino, alcune dell'IdV, molte di Rifondazione, quelle dell'Unità (inteso come giornale), quelle di Sinistra, ecologia e libertà (Sel). Bandiere sì, rappresentanti politici no. Ci sono, mischiati fra la folla, Giovanni Berlinguer e Fabio Mussi, Sel, Stefano Pedica, Italia dei valori. «Gli altri - spiegano - sono a fare campagna elettorale». Tre settimane al voto. «Ci saranno sabato prossimo in piazza del Popolo», spiegano gli organizzatori e ora si chiedono se la scelta della piazza non sia sbagliata: «Forse per sabato potevamo andare a San Giovanni». Forse.
Intanto sul palco si alternano gruppi musicali e oratori. Francesca Fornario, disegnatrice e comica, titolare di una rubrica sull'Unità, raccoglie applausi con le sue battute al limite del «non sense». Applausi scroscianti per Vincenzo Marinelli, sostituto procuratore generale in Cassazione. «No - spiega - non faccio parte di nessuna corrente della magistratura, ma non sono uno che si tira indietro. La situazione è drammatica e io voglio essere qui per dirlo».
Il professor Carlo Cosmelli, università la Sapienza, suscita risate e applausi parlando degli appartamenti acquistati dalla Polverini per poche centinaia di migliaia di euro, e annunciando di aver varato per i suoi studenti del dipartimento di Fisica, «il legittimo impedimento e l'esame breve per tutti». Una delle oratrici si commuove parlando della situazione del diritto in Italia. Un'altra, con un fil di voce, nota «la mancanza progettuale del governo e della politica». Un altro oratore fa notare che si identifica spesso «il Popolo viola con i giovani, ma qui ci sono anche persone di 50, 60 e anche 80 anni». «Siamo indignati, ma non rassegnati», dice una ragazza. Si raccolgono soldi perché «il palco è stato pagato dalle collette degli aderenti, i partiti non c'entrano». Un cartello viola: «Il presidente ci spieghi».
Tremila in piazza e 1.300 che seguono l'evento su Facebook in diretta. «Ecco - dice in proposito Gianfranco Mascia - l'unica cosa positiva di tutta questa situazione è che il presidente Napolitano ha usato una modalità diretta e tipica del nostro movimento per rispondere alle nostre richieste di spiegazioni sul decreto salvaliste. Con una lettera postata sulla pagina web del Quirinale».

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