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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bonino: angosciata, penso davvero al ritiro. La Regione: conflitto d'attribuzione alla Consulta

ROMA - Chi le sta vicino in queste ore non ha dubbi: «E' indignata, molto arrabbiata. Ma vedrete, non si ritira». Ieri Emma Bonino ha vissuto una domenica intensa da candidata alle regionali, con tappe forzate in incontri pubblici a Ceccano, Cassino e Sora. «Ha perfino moltiplicato le sue energie», dicono. Si ritira o non si ritira? Nelle varie sale, strapiene di gente, in cui ieri ha incontrato gli elettori del centrosinistra, la domanda è stata sempre la stessa: come reagirà al decreto "salva liste"? Ed Emma Bonino ha fatto venire qualche brivido ai dirigenti degli altri partiti della coalizione. «Io ci sto veramente pensando se valga la pena di giocare con i bari. In tutta Italia se si arriva a tali atti di arroganza stiamo attenti. Io parlo dell'angoscia vera che mi attanaglia di fondo, so bene che mi si dirà che è il male minore, che così fan tutti, che è sempre stato così... Ma io mi chiedo se a volte non sia il momento in cui uno dice: con i bari io non gioco. Non lo so».
D'accordo: ma si ritira o non si ritira? «Non è una decisione che prendo da sola, abbiamo convocato una grande assemblea martedì. E vorrei che tutti i cittadini si ponessero questo problema. Io mi aspetto di tutto, prima delle elezioni mi pare difficile che il decreto venga convertito. Resta quindi aperta come arma successiva ed è bene saperlo, le trappole bisogna conoscerle prima». In sintesi, lo scenario temuto da Emma Bonino: se il Pdl perde nel Lazio, il governo non converte il decreto e manda tutto a monte. «Chi è stato capace di fare quel decreto, nelle prossime tre settimane è capace di fare di tutto. Se vincessimo noi ci dovremmo aspettare un altro decreto interpretativo...».
Lo scontro istituzionale ieri ha vissuto una nuova puntata. Il Lazio contro il governo. Cosa è successo? Alle 19 si è riunita la giunta regionale che ha deciso ufficialmente di ricorrere alla corte costituzionale contro il decreto salva liste. Oggi «il nostro ufficio legale - dice Esterino Montino, vicepresidente della Regione - presenterà il ricorso alla corte costituzionale. E al Tar, dove si discute sull'ammissione della lista, i nostri avvocati solleveranno l'eccezione di incostituzionalità».
Emma Bonino ieri ha attaccato duramente anche il sindaco Gianni Alemanno che in questi giorni è sceso in campo pesantemente per chiedere l'ammissione della lista del Pdl della provincia di Roma alle regionali: «Sono allibita e non stizzita. Perché Alemanno invece di fare il sindaco di Roma è così appassionato per la campagna elettorale delle regionali? Manco avesse niente da fare come sindaco visto che i problemi non mancano». E poi, di nuovo, un affondo sul "decreto salva liste" che, secondo Emma Bonino, di fatto è un "decreto salva potenti": «È un atto discriminatorio. I cittadini italiani in Veneto, Emilia e Umbria non avranno la possibilità di votare altre liste compresa la mia che è stata esclusa per alcuni cavilli. È un decreto che sana le azioni di alcuni potenti e di alcuni prepotenti. È una metafora dello stato comatoso nel quale si svolge la vita democratica del nostro paese. Al semplice cittadino nessuno farà decreti interpretativi se per un concorso presenta la domanda con due ore di ritardo». «Vi sembrano le parole di un candidato che sta per ritirarsi?», fanno notare dal Pd laziale. Resta la grande attesa per l'assemblea dei Radicali, dal cui interno partono spinte molto forti che chiedono il gesto clamoroso. Sul sito della lista Bonino-Pannella la convocazione è accompagnata da una frase di Benedetto Croce: «Esistono momenti nella storia in cui è necessario che vi sia pur qualcuno per cui Parigi non vale una messa».

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