Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.354



Data: 09/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Caos elezioni - Bocciature e ricorsi, è caos. Lo spettro è il rinvio del voto in Lazio e Lombardia

ROMA. «Hanno fatto un decreto anche sbagliato». Vincenzo Cerulli Irelli, docente di diritto amministrativo, ha seguito l'udienza del Tar del Lazio e, riemergendo dalla giungla di norme e termini giuridici, se la ride alla grande.
Diversi sono i motivi della bocciatura, ma uno dei più divertenti è che nel decreto salva-liste il governo cade su una buccia di banana. Nel primo comma si dice che la presentazione della lista è valida se gli incaricati abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale «muniti della prescritta documentazione». Rileva il Tar: e chi può garantirci che l'avevano? Nella fretta di fare il decreto si sono dimenticati l'ultimo rattoppo.
Ora si apre per il Pdl la strada del ricorso al Consiglio di Stato (prounciamento entro 4 giorni). Ma c'è anche l'estrema, remota possibilità che l'ufficio elettorale del tribunale riammetta la lista (presentata dopo il decreto, perché ne riapre i termini) e il Tar (investito da Pd e radicali) che dovrebbe ribocciarla (altrimenti smentisce se stesso).
Stefano Ceccanti, parlamentare del Pd ed esperto di diritto costituzionale, aggiunge: «Se anche il Consiglio di stato desse ragione alla destra, rimettendo il Pdl sulla scheda, bisognerebbe aspettare il giudizio del Tar sul merito a maggio (visti gli argomenti sarebbe quasi sicuramente negativo con elezioni annullate) e poi fare un nuovo ricorso al Consiglio di Stato sul merito».
Sullo sfondo si staglia il conflitto tra governo e regioni decise a impugnare di fronte alla Corte Costituzionale il decreto salva-liste. Dopo il Lazio, ieri si sono fatte avanti Piemonte e Toscana, entrambe governate dal centrosinistra. Ad annunciare da Torino l'intenzione di presentare un ricorso alla Consulta, è stata la stessa Mercedes Bresso, governatore uscente.
Anche la Toscana sta studiano il caso. Il presidente Claudio Martini ventila il ricorso alla Consulta e definisce il salva-liste «una vergogna e un vulnus di cui è interamente responsabile il Governo nazionale. Un decreto erga omnes - aggiunge - che invade evidenti competenze regionali, non solo quelle di Lazio e Lombardia, ma di tutte le Regioni».
Alla fine si profila lo spettro degli spettri: il rinvio delle elezioni in Lazio e Lombardia, con buona pace di tutti.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it