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Pescara, 22/04/2026
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Data: 09/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caos elezioni - Gelo del premier, Fini «spiazzato». Mentre il Pd esulta: protervia punita. Capezzone: democrazia a rischio. Di Pietro: il diavolo fa le pentole ma...

ROMA - Allarmate e improvvisamente ricondotte nel tunnel dell'incertezza, le reazioni del Pdl all'ordinanza del Tar di non ammettere le sue liste romane. «I fatti di queste ore - dice il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone - confermano che c'è chi vuole elezioni falsate». Sottolineata la «profonda gravità della situazione», Capezzone afferma che «adesso, gli elettori possono rendersi conto di un fatto chiarissimo: sostenere il centrodestra e Berlusconi è l'unico modo per difendere la democrazia, oggi più che mai a rischio». A loro volta i capigruppo del Pdl a Camera e Senato, Cicchitto e Gasparri criticano la decisione del Tar che «ha ignorato una legge dello Stato, facendo una ricostruzione dei fatti contraddetta dalle prove da noi esibite». I due esponenti pdl si sono detti tuttavia convinti che la lista sarà ammessa oggi dall'Ufficio elettorale della Corte d'Appello.
E mentre, sul fronte opposto, le reazioni del centrosinistra sono improntate all'esultanza per «l'arroganza punita del governo», a chiudersi nel silenzio è Silvio Berlusconi, che si riserva di dire la sua oggi anche alla luce della decisione della Corte d'Appello sulla lista. In ogni caso il premier resta convinto che la strada del decreto sia stata quella giusta per risolvere la questione e che, alla fine la lista sarà riammessa. Giudizio condiviso dal coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, anch'egli «convinto che la nostra lista sarà ammessa». «Profonda preoccupazione» viene invece espressa da Gianni Alemanno per «il rischio che le elezioni a Roma risultino profondamente alterate dall'assenza della lista del partito di maggioranza relativa». Quanto a Gianfranco Fini, il presidente della Camera è stato "spiazzato" dalla notizia della decisione del Tar appresa scendendo dall'aereo che lo riportava da Napoli a Roma, e non ha nascosto il suo disappunto cercando subito, per telefono, informazioni più dettagliate.
Ovviamente su tutt'altro registro le reazioni del centrosinistra. Per Anna Finocchiaro, «siamo all'ennesimo passaggio di una vicenda che conferma il delirio di onnipotenza, l'arroganza e, al tempo stesso, l'incapacità di questo governo e di questa maggioranza. Con un comportamento irresponsabile ci hanno avvicinato a una crisi istituzionale e a uno scontro di poteri di cui il Paese non ha certo bisogno. Noi - ha osservato la capogruppo del Pd al Senato - siamo consapevoli che nelle elezioni la rappresentanza deve essere la più ampia possibile e deve essere garantita, ma non si possono calpestare le regole e il Pdl lo ha fatto». Usa le armi dell'ironia Enrico Letta domandandosi «se Berlusconi convocherà un Consiglio dei ministri urgente per fare un decreto che abolisca il Tar del Lazio». Di «protervia e arroganza del governo» parla la presidente del Pd, Rosi Bindi. Mentre, per il suo commento sceglie di rifarsi ai detti popolari Antonio Di Pietro: «Come al solito, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ancora una volta Berlusconi ha fatto una legge raffazzonata, incostituzionale, inutile. La verità è che chi non riesce nemmeno a presentare le liste non può pretendere di presentarsi alle elezioni. Questo - conclude l'ex pm - è un ragionamento matematico».


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