ROMA. Deciso ad impedire che il Cavaliere possa entrare e uscire dalle aule dei tribunali in piena campagna elettorale, il governo va sul sicuro e blinda il disegno di legge sul legittimo impedimento con il voto di fiducia.
La decisione, che viene accolta dalle urla dei senatori dell'opposizione che presentano 1700 emendamenti, definiscono «incostituzionale» il provvedimento e chiamano Berlusconi in aula, viene annunciata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. La fiducia sarà votata oggi, alle 17 e alle 18, sui due articoli di cui è composto il contestato provvedimento che prevede un anno e mezzo di «scudo» giudiziario per il premier e per i suoi ministri. Il voto finale (il disegno di legge è stato già approvato dalla Camera) è previsto per le 19.
L'obiettivo della maggioranza, che al Senato ha imposto il contingentamento dei tempi per la discussione in aula e che ieri ha respinto con un voto per alzata di mano tutte e cinque le pregiudiziali di costituzionalità presentate dai senatori del Pd, dell'Idv e dai Radicali, è quello di garantire al Cavaliere la possibilità di non presentarsi nelle aule dei tribunali. E la decisione di ricorrere ancora una volta al voto di fiducia (la trentesima) fa scattare l'ira dell'opposizione. «Siamo rammaricati di questo ennesimo errore politico. La prospettiva cambia e noi voteremo contro» annuncia il presidente dei senatori dell'Udc, Giampiero D'Alia. Durissimo il commento di Pierluigi Bersani. «Continuano a picconare i meccanismi di legalità. C'è un'arroganza senza limiti e la destra non capisce il moto di indignazione dell'opinione pubblica» sbotta il segretario del Pd.
Ma è soprattutto nell'aula del Senato che esplode la rabbia del centrosinistra. «Siamo di fronte ad un provvedimento inaccettabile. La nostra sarà un'opposizione intransigente» assicura la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, al termine dell'assemblea del gruppo che si riunisce nel pomeriggio. «Berlusconi» aggiunge Luigi Zanda «sta trasformando la nostra democrazia parlamentare in un regime che ha l'unico obiettivo di tutelare i suoi interessi». Ancora più duro è il commento dei senatori dell'Idv. Di Pietro auspica che nel Pd «prevalga il senso della resistenza» e spiega che il suo partito ha deciso di fare ostruzionismo dall'inizio della legislatura «quando il governo Berlusconi è venuto in Parlamento per fare leggi ad personam». Un gruppo di senatrici del Pd capitanate da Emanuela Baio indossa una maglietta bianca con la scritta «se anche tutti, io no» che fu uno dei motti ispiratori del movimento tedesco di resistenza anti-nazista della Rosa Bianca.
L'ostruzionismo delle opposizioni fa sentire i suoi effetti anche alla Camera, dove la maggioranza è stata battuta dall'opposizione su un ordine del giorno ed è saltata la «settimana di pausa» dei lavori parlamentari prima delle elezioni regionali.