L'Anas ha avviato una istruttoria Tra 10 giorni si saprà se ci saranno sanzioni contro i gestori delle autostrade
L'AQUILA. Strada nei parchi sotto accusa dopo la notte da incubo per migliaia di di automobilisti e pendolari. I guai arriveranno dalla ridda di denunce penali e iniziative a tutto campo. L'Anas, al termine di un incontro con i dirigenti della Strada dei parchi, ha acquisito gli atti per accertare le responsabilità dei disagi in autostrada: entro dieci giorni l'Ispettorato di vigilanza concessioni autostradali concluderà l'accertamento delle responsabilità. Durissimo il prefetto.
ANAS. L'Anas, già ieri mattina, aveva aperto una indagine convocando, per l'appunto la società concessionaria. In particolare, l'Ispettorato di vigilanza ha verificato le azioni intraprese dalla Società concessionaria prima, durante e dopo l'evento meteorologico, per l'accertamento esatto di tempi e modi con cui sono state intraprese le seguenti azioni. Alla luce della documentazione fino ad ora acquisita, e da una prima analisi che richiederà, ovviamente ulteriori approfondimenti, l'attenzione dell'Ispettorato si è incentrata non tanto sulle azioni intraprese dalla Società concessionaria, quanto sulla tempestività di tali azioni. L'Anas concluderà l'accertamento entro 10 giorni, al termine dei quali potrà procedere alle contestazioni per le eventuali inadempienze e per la conseguente applicazione delle sanzioni come previste dalla Convenzione.
PREFETTO. Il caso, visto che la «notizia criminis» è nota, è gia al vaglio delle procure ma avrà certamente un peso la denuncia che il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli sta per inoltrare ai pm aquilani. Il prefetto, che parla di «negligenze e imperizie» sottolinea che «la cosa che in questa fase è al vaglio è il black out informativo che è tra le principali cause dei disagi». «Ho chiesto» ha detto il prefetto «che la società dei Parchi ci mostri subito i passaggi critici dell'informazione, non ci interessano i Tir messi per traverso, quelle sono concause».
SI MUOVE L'ARPA. L'Arpa promuoverà da subito «tutte le azioni possibili in sede legale per chiedere alla società Strada dei Parchi il risarcimento dei danni causati dal blocco stradale in A24 e A25». Il Presidente della società di autolinee abruzzese Massimo Cirulli ha poi invitato tutti i passeggeri a bordo dei bus coinvolti nel blocco autostradale, circa un migliaio, a chiedere il ristoro dei danni promuovendo azioni individuali o collettive. In una nota emanata ieri l'Arpa afferma che «il blocco, che si è protratto per ore, ha procurato gravi disservizi ai 34 bus dell'Arpa impegnati in servizi di trasporto su autolinee quali, L'Aquila Roma, Pescara-Roma, Avezzano-Roma, Giulianova- Teramo- Roma, rimasti intrappolati per ore, con grave disagio per il personale impegnato nella guida dei mezzi e naturalmente per i passeggeri a bordo. Per 20 di loro l'azienda ha provveduto ad offrire l'alloggio a Roma per la notte tra martedì e mercoledì, offrendo anche il pasto serale». Per l'utilizzo giornaliero dei tratti autostradali gestiti da Strada dei Parchi «Arpa sopporta un costo annuo di 340 mila euro a titolo di pagamento del pedaggio, pertanto é nel pieno diritto di chiedere il ristoro dei danni subiti, sia di tipo patrimoniale, sia per quel che riguarda l'immagine, considerato che la paralisi della viabilità autostradale ha provocato il blocco di autobus che svolgevano servizi strategici su autolinee importanti che collegano l'Abruzzo con Roma».
CODACONS. Anche il Codacons vuole dire la sua al riguardo con una propria denuncia. «Ciò che si è verificato è un paradosso», ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «le tariffe sull'A24, infatti, sono più elevate rispetto agli altri percorsi autostradali, proprio perché si tratta di autostrada di montagna. Si presuppone, quindi, che in caso di neve siano adottate tempestivamente tutte le misure in grado di agevolare gli automobilisti evitando blocchi della circolazione».
LE SCUSE. Strada Parchi chiede scusa, ma passa al contrattacco, e fornisce la propria versione dei fatti di ieri sulla Roma-L'Aquila. Dall'altro spiega che la chiusura dell'autostrada nel tratto tra Carsoli e Tagliacozzo è stata «generata da blocchi di mezzi pesanti» per colpa di una forte nevicata che «ha reso critica la visibilità rallentando il transito».
«Senza cibo e coperte, è stato un incubo»
Tanti automobilisti sospesi per ore sul viadotto raccontano l'odissea di una notte
Ruote che slittano Tir di traverso e disperate inversioni di marcia sull'A24 in attesa di soccorsi
L'AQUILA. Ruote che slittano, tir di traverso, inversioni di marcia. Tutto in una notte - quella tra martedì e mercoledì - dove la neve sulle autostrade A24 e A25 ha trasformato il viaggio di centinaia di persone in un'odissea. E poi la paralisi al viadotto di Pietrasecca: «Un vero incubo», nel racconto di tanti, sospesi per ore nel vuoto «a fare i conti col freddo e la paura del terremoto».
«C'era una tormenta di neve e tenevo la macchina accesa per riscaldarmi, ma con il passare delle ore ho cominciato a temere che il carburante finisse», così Giovanna Fumo, originaria di Teramo, racconta la sua disavventura. Partita da Roma nel tardo pomeriggio, si è fermata al viadotto di Pietrasecca, su uno strapiombo di 84 metri. «Ero da sola in auto», spiega, «e non c'era il segnale del telefonino, per cui potevo inviare solo sms».
SOCCORSI. La signora Fumo afferma di non aver visto alcun soccorso, «né coperte né cibo caldo. Tant'è che per dissetarmi ho dovuto "bere" della neve per strada». E questo, malgrado l'annunciata mobilitazione di mezzi della Protezione civile e della Croce rossa che ieri pomeriggio ha dichiarato di aver distribuito mille coperte. «Ma quali soccorsi e soccorsi qui non si è visto nessuno», spiega su Facebook Giuseppe Galli, un altro automobilista bloccato mentre era in viaggio verso L'Aquila. Emiliana Montagliani, diretta a Celano, è riuscita a chiamare il 112, il 115 e il 113, ma invano: «In 7 ore sono passate solamente 3 volanti della Polizia, una macchina della Protezione civile, un "campagnola" della Cri e niente più. La cosa più grave è che non si sono neanche fermati». Drammatica questa testimonianza raccolta dal sito del quotidiano il Centro. «Mia sorella insieme a suo marito tornavano a Coppito dopo una lunga e dolorosa esperienza in un ospedale di Roma, dove mia nipote è stata sottoposta al primo trattamento di chemio per un tumore al seno. La ragazza si è sentita male e un parente di Coppito ha chiamato l'ambulanza attraverso il 115, il soccorso è arrivato dopo lungo tempo».
INFORMAZIONI. A molti, anche tra quelli rimasti bloccati in galleria, è stata persino preclusa la possibilità di sapere il perché di tutto questo. «Per ore l'emittente radiofonica Isoradio ha continuato a parlare di traffico dovuto al ribaltamento di un mezzo pesante», spiega Giampaolo Ciccozzi, residente all'Aquila e pendolare a Tivoli, «la cosa peggiore è che hanno detto che la situazione si sarebbe risolta con poco, quando dopo 6 ore avevo percorso solo 600 metri».
AUTOBUS. Ma lo sdegno più grande che ha attraversato in lungo e in largo i meandri della rete, è stato per i tanti autobus di linea rimasti bloccati tra viadotto e galleria, con ben tre corse Roma-L'Aquila - partite alle 16.15, alle 17.45 e alle 18.15 - coinvolte. «È una cosa incredibile», commenta Cesare Del Campanile che era sul bus delle 17.45, «mentre ci fanno pagare il pedaggio per "autostrada di montagna", bastano 10 centimetri di neve per la paralisi del traffico. Ho visto gente stanotte che spargeva il sale a mano». Sconcertato anche l'ex consigliere comunale Antonello Passacantando, padre di Federico, che è invece rimasto bloccato sul primo pullman: «Sono buoni solo a aumentare i pedaggi». Fermi per tre ore dentro la galleria anche i pendolari della linea Roma-Avezzano delle 16. «L'aria stava diventando irrespirabile», raccontano, «per fortuna l'autista ci ha tranquillizzati e fatto in modo che l'autobus rimanesse acceso il meno possibile», mentre le testimonianze di Marcella Mazzetti e Monica Pilolli ricordano che la scorsa settimana ci sono stati disagi e rallentamenti dovuti «alla stessa disorganizzazione». Sull'autobus anche alcuni cittadini di Pescina che hanno spinto il sindaco del loro paese Maurizio Radichetti a predisporre subito il ritorno alla capitale con tanto di albergo.
SINDACO IN CODA. A proposito di sindaci, è andata male al primo cittadino di Rocca di Cambio, Antonio Pace, rimasto bloccato nel traffico, insieme a sua moglie Sonia De Mattio. «Non avendo ricevuto assistenza di alcun tipo», spiega, «abbiamo dovuto chiedere un po' d'acqua ai passeggeri di un autobus in sosta. Arrivare fino a Rocca Di Cambio è stato altrettanto difficile che uscire dall'autostrada, con le strade di collegamento innevate, con buona pace del piano neve della Provincia». E nel traffico è rimasto bloccato Gaetano De Luca, ricercatore dell'Ingv. «Io almeno sono riuscito a fare conversione sull'autostrada», commenta, «e ad uscire a Carsoli, È incredibile come nessuno abbia chiuso la A 24, come se nessuno potesse prevedere la neve e la bufera».