Gentile direttore, in relazione all'articolo pubblicato lo scorso 5 marzo 2010 sul suo giornale, che prende spunto dall'audizione (martedì 2 febbraio 2010) dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, all'Ottava Commissione Permanente del Senato della Repubblica, spiace veder commentare e qualificare le parole usate per esporre ai parlamentari i fatti di quel doloroso incidente che ha interessato la stazione di Viareggio nella notte del 29 giugno 2009.
Difficile, infatti, trovare parole adatte non solo per raccontare quanto avvenuto, ma anche per descrivere lo stato d'animo in particolare di tutti i ferrovieri di fronte a quell'immane tragedia. Pur tuttavia, per completezza di informazione, si chiede di pubblicare l'estratto dall'audizione dell'ingegner Moretti.
«Colgo l'occasione anche per smentire quanto ho letto proprio in questi giorni su alcuni giornali con riferimento al fatto che non abbiamo chiesto scusa: non solo abbiamo più volte espresso il nostro cordoglio, ma rinnoviamo ancora una volta le nostre scuse in merito a quell'incidente, come abbiamo cercato di fare in maniera molto concreta e non solamente a parole. Vorremmo rinnovare una volta in più le nostre condoglianze e scuse; ma, come dicevo, non ci siamo limitati alle parole, abbiamo anche cercato di agire».
Cordialmente.
Federico Fabretti - Direttore centrale relazioni con i media di Ferrovie dello Stato