Marchioli: qui si stanno vivendo le maggiori difficoltà di tutta la provincia
ORTONA. La Cgil manifesta ad Ortona per chiedere interventi capaci di difendere il lavoro, contrastare la crisi, alleggerire il carico fiscale di lavoratori e pensionati, dare prospettive occupazionali a giovani e donne, migliorare i diritti di cittadinanza anche dei migranti, difendere l'articolo 18 della legge 300/70. E per farlo ha scelto una città diventata simbolo della crisi del lavoro.
Il sindacato, aderendo allo sciopero nazionale di domani, ha organizzato un corteo che partirà alle 10,30 dalla zona dello stadio in via Papa Giovanni XXIII, attraverserà via della Libertà e corso Vittorio Emanuele e si concluderà in piazza della Repubblica intorno alle 12 dove si terrà il comizio che sarà chiuso da Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom-Cgil. Allo stadio confluirà il corteo cui daranno vita i dipendenti Samputensili che partiranno dallo stabilimento di contrada Alboreto intorno alle 9,30. Intanto da ieri sono state avviate iniziative collaterali come una innovativa foto-petizione a sostegno delle richieste della Cgil lungo corso Vittorio Emanuele.
«Si è scelto di manifestare ad Ortona», spiega Michele Marchioli, segretario generale Cgil-Chieti, «perché la chiusura di Veta, confezioni Noi e Loro, Tecno Compounds, la minacciata chiusura della Samputensili, l'abbandono dell'Eni, le difficoltà crescenti della Siap Carraro, della Junior Fashion Group, di Iniziative Industriali e dei siti produttivi connessi con la ricerca e l'estrazione del petrolio, le difficoltà nel settore agricolo, i tagli ai finanziamenti per il completamento delle opere infrastrutturali del porto e dell'allaccio alla transcollinare Anas, le difficoltà per la realizzazione della bretella porto-autostrada, stanno caratterizzando il comprensorio ortonese come quello che presenta la maggiore difficoltà provinciale. Anche l'agricoltura, che nel territorio può puntare su produzioni di qualità, vive un periodo di grave difficoltà».
Secondo la Cgil il tasso di disoccupazione in provincia è intorno al 14%. Il territorio provinciale, nel 2009, ha utilizzato 12milioni 203mila230 ore di cassa integrazione facendo contrarre il reddito complessivo disponibile dei lavoratori in cassa integrazione di oltre 25milioni di euro. «A questo valore andrebbe aggiunto il reddito perso dai 4 mila 862 precari che sono usciti dal ciclo produttivo e dai mille 182 lavoratori che mediamente sono beneficiari dell'indennità di mobilità per riduzione di personale o chiusura aziendale», continua Marchioli, «per questo occorre un vero piano per il lavoro che sappia raccogliere e vincere la sfida di ridare reddito a chi l'ha perso e produrne di nuovo per chi deve entrare nel mondo del lavoro. Numerose sono state, durante il 2009, le aziende in provincia che hanno subìto in maniera drammatica la crisi. Gli esempi: dalla chiusura della Burgo alle difficoltà della Sevel e dell'indotto del settore automotive, dalla contrazione della Denso ad altre numerose aziende che hanno fatto ricorso a mobilità e cassa integrazione». Insieme a Marchioli ci saranno i delegati e i dirigenti della Cgil ma, in piazza, ci saranno soprattutto uomini e donne che difenderanno a gran voce diritti e posto.