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Pescara, 22/04/2026
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Data: 11/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Si dimette il sub commissario. Caos sanità, Toto spara sul Pdl

PESCARA - Due pagine fitte. Spedite ai ministri della Salute e dell'Economia. Per sapere se di diritto alla salute si può ancora parlare in Abruzzo. Se i livelli essenziali di assistenza sono termini ancora in uso. Se i concetti di decenza, di buon andamento del sistema sanitario, di diritto alle cure alla riabilitazione alla vita siano ancora applicabili, qui in Abruzzo. Regione governata dal centrodestra, presidente e commissario alla sanità Gianni Chiodi, assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni. Tutti e due di centrodestra, come Daniele Toto: è sua l'interrogazione a risposta scritta inviata a Ferruccio Fazio e a Giulio Tremonti. Scrive di getto, senza rete Daniele Toto. Fuoco amico il suo.
E' uno scenario inquietante quello tratteggiato dal parlamentare abruzzese nel giorno in cui diventa ufficiale la notizia delle dimissioni del subcommissario alla sanità nominato dal consiglio dei ministri il 13 gennaio scorso. L'uomo che avrebbe dovuto affiancare la Baraldi: Giancarlo Rossini, direttore della sanità alla Regione Toscana ora in pensione non accetta l'incarico che gli affida Berlusconi. Questioni economiche, fa trapelare la Regione. Per Toto non è andata propriamente così. Affonda il dito nella piaga il parlamentare abruzzese, una piaga che sanguina da mesi per le file interminabili alle casse delle Asl, per le liste d'attesa lunghe chilometri, per i Cup che non funzionano, per le sale operatorie chiuse e il personale dimezzato. «La Regione è in regime commissariale dal 2008 - scrive Toto - ma dubbio è l'andamento del piano di rientro dei debiti sanitari considerata la recente introduzione dei ticket per la riabilitazione dei disabili gravi». Ma ancora più grave è che le strutture pubbliche non siano nemmeno in grado «di assicurare l'operatività di personale sufficiente per l'erogazione dei servizi in tempi ragionevoli di attesa, congrui rispetto a elementari concetti di decenza e di buon andamento del sistema sanitario». E via di questo passo: Toto racconta la realtà dei Cup «da Paese in via di sottosviluppo», di «file inimmaginabili persino per pagare il ticket», di interventi della forza pubblica «che richiamano alla mente scenari tipici delle croniche penurie di Stato patite nel passato e vissute nel presente, sotto regimi di famigerata specie», di emergenze da Paese incivile.
Poi Villa Pini: dopo il fallimento di Angelini la Regione «mantiene sospeso l'accreditamento» con conseguente blocco dell'attività sanitaria di una struttura, ricorda Toto, più ampia per numero di posti letto dell'ospedale di Chieti. In questa situazione per Toto è difficile capire «se, come e quando il sistema sanitario abruzzese riesca ad assicurare quelle cure a cui avrebbero diritto i pazienti che si trovano a vivere emergenze indegne di un Paese civile». Non solo per le liste d'attesa, «ma anche per gli estremi disagi e i gravi problemi diagnostici e terapeutici che riguardano i giovanissimi pazienti psichiatrici».
E sul ruolo dei commissari Toto è tagliente: Rossini si sarebbe dimesso «in seguito all'intromissione altrui nella sfera di competenza delineata dalle deleghe a lui assegnate», mentre la Baraldi «in ragione dei suoi rapporti con importanti soggetti privati operanti nel settore sanitario potrebbe essere suscettibile di potenziali conflitti di interessi». Spiega, Toto sposando a sorpresa le tesi del Pd, che qualunque decisione «prospetti, agevoli o al contrario escluda» la commissaria sulla realtà sanitaria privata, «difficilmente si sottrarrebbe ad ambiguità ed equivoci, anche strumentalmente alimentati». E poprio per questi motivi, Toto conclude chiedendo ai ministri se non sia il caso di revocare la nomina della Baraldi.

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