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Pescara, 22/04/2026
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Data: 11/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Pensionati, i più tartassati d'Europa. Secondo uno studio della Cgil contribuiscono al 30,4% del totale del prelievo Irpef

ROMA. I pensionati italiani sono i più tartassati d'Europa. Nel freddo inverno della crisi economica sono loro, capelli grigi e qualche acciacco, a portare un terzo del peso della pressione fiscale sulle spalle. Sembra un paradosso ma il 30,4 per cento del totale del prelievo Irpef è sostenuto dai pensionati. Ovvero: sui 145,9 miliardi che l'erario incassa ogni anno dai suoi oltre 40 milioni di contribuenti, ben 44,4 provengono dalle buste-paga dei 15,3 milioni lavoratori a riposo. Pagano molte tasse e, al netto, si mettono in tasca ben poco.
Circa il 15 per cento in meno, in media, rispetto ai pensionati dei maggiori paesi europei dove, con un sistema di detrazioni e deduzioni, si tutela il reddito di questa fascia debole della nostra società. Ma non basta: a parità di reddito con un lavoratore dipendente incassano di meno al netto delle tasse perché il sistema delle agevolazioni li penalizza.
Il quadro allarmante emerge da uno studio della Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati, pubblicato da Repubblica.it, che lamenta, oltre alla questione fiscale, anche la caduta del potere d'acquisto degli assegni e la carenza del sistema assistenziale per i più anziani.
Tutto ciò - spiega la Cgil - a dispetto della propaganda del governo che tende ad accreditare l'idea che i percettori di reddito fisso, e tra questi i pensionati, si trovino avvantaggiati dalla ripresa e dal calo dell'inflazione. La trappola fiscale di cui sono prigionieri i pensionati italiani è sorprendente.

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