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Pescara, 22/04/2026
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Data: 12/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
A24/A25. Un' autostrada pagata troppo cara. Costi alti per realizzarla, incidenti, morti, ambiente stravolto, tariffe salate

L'AQUILA - Fu maledetta sin dall'origine complicata, travagliata, contestata e discussa nella sua lingua biforcuta, con vere e proprie battaglie tra bande politiche. L'"autostrada di montagna", che ha stravolto e deformato la montagna contrariamente a quanto il nome induce a pensare, non ha mai avuto vita facile e non ha mai garantito una vita facile a utenti e gestori molto prima dell'altra sera, quando il "blocco" e i disagi per la neve l'hanno sbattuta di nuovo in prima pagina. È, probabilmente, l'autostrada più "difficile" d'Europa, nonostante il nome rassicurante di "Strada dei Parchi". La premessa per la realizzazione dell'A24 risale al 1960, quando fu costituita la Società autostrada Roma - Civitavecchia (Sarc) che, successivamente, nel 1961, mutò il nome in Società autostrade romane spa; nel 1963 la Sar ottenne dall'Anas la delibera relativa alla costruzione di un collegamento Roma - Torano - L'Aquila - Teramo - Alba Adriatica. La denominazione della concessionaria cambiò di nuovo nel 1965 in Società autostrade romane ed abruzzesi (Sara), mantenuta fino al 2000 quando assunse la denominazione attuale di Strada dei Parchi spa. Ad Alba, intanto, non ci arriverà mai. La realizzazione dell'ultimo tratto del progetto originario Teramo - Alba - A14 venne a lungo accantonato e il Governo revocò la concessione alla Sara nel 1976. L'autostrada ha richiesto l'adozione di ardite soluzioni di ingegneria, con estesi tratti in viadotto e 42 gallerie, di cui quattro più lunghe di 4 chilometri, con il traforo del Gran Sasso, la cui lunghezza (10.174 chilometri) gli vale il primato di galleria stradale a doppia canna più lunga d'Europa, oltre che galleria stradale più lunga d'Italia. I lavori del traforo furono iniziati il 14 novembre 1968 e si protrassero fino al 1980, inaugurati solo nel 1984 in direzione Teramo e nel 1993 in direzione L'Aquila, con un costo di partenza di 80 miliardi di lire e uno finale reale di oltre 1.700 miliardi di lire! I costi sociali sono stati oltre dieci operai morti in incidenti sul lavoro e lo stravolgimento di un'intera vallata appenninica. All'uscita del traforo si percorre un tratto caratterizzato da numerose curve e una pendenza del 6%. Tali caratteristiche e il frequente maltempo hanno imposto un limite di 110 chilometri orari nella carreggiata in direzione Teramo, ma questo non è bastato a evitare, nello stesso punto, due incidenti mortali nel 2004 (in un caso l'auto sfondò il guard rail e volò di sotto), quando furono sequestrati 600 metri del viadotto Biselli e iscritti sul registro degli indagati il presidente e quattro dirigenti della Strada dei Parchi perché fu ipotizzata una carenza relativa alle barriere di protezione. Non meno maledetto è il viadotto di Pietrasecca, tragicamente noto come il viadotto dei suicidi. La Strada dei Parchi è nel mirino degli utenti e del Codacons per le tariffe (è pendente un ricorso al Tar), «che sono più elevate rispetto agli altri percorsi autostradali, proprio perché trattasi di autostrada di montagna» e, quindi, si presuppone che, in caso di neve, siano adottate tempestivamente tutte le misure in grado di agevolare gli automobilisti, evitando blocchi della circolazione... Giustappunto! Anche i servizi e la comunicazione delle informazioni sulle autostrade appaiono carenti e autorizzano prese di posizioni come quella del consigliere regionale del Pdl, Riccardo Chiavaroli, che chiede «di valutare la possibilità di procedere alla revoca della concessione», e l'altra dell'Arpa, che «sopporta un costo annuo di 340 mila euro di pedaggio» e vuole un risarcimento danni per il blocco dell'altra sera. D'altra parte, viaggiare sull'A24 e sull'A25 è un po' come andare all'avventura nel "deserto" della montagna, con stazioni di servizio distanti l'una dall'altra dai 93 chilometri sull'A25 tra Brecciarola e Monte Velino, ai 62 sull'A24 tra Valle Aterno e Terrabianca della Teramo Mare. Nel bel mezzo? Neve, ghiaccio, nebbia, maltempo assortito e tanti pericoli.

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