ROMA Non c'è che dire: i numeri, quelli che contano, danno ragione al gestore. Se per numeri che contano si intendono quelli relativi a incassi, utili e velocità d'ammortamento degli esborsi fatti per acquisire (Strada dei Parchi ce l'ha dal 1 gennaio 2003) la concessione fino al 2029 sulle autostrade A24 e A25. E meno quelli relativi alla "satisfaction" dei clienti. Sul cui fronte gravano invece contenziosi pesanti. Come quello annunciato dall'Arpa (le autolinee regionali abruzzesi, che pagano 340.000 euro di pedaggi all'anno) dopo il caos neve dell'altro giorno, con invito ai passeggeri rimasti per ore bloccati nei bus a costituirsi a loro volta in "class action". O la battaglia tenace ingaggiata dalla Provincia di Teramo (la città "terminal" dell'A24, ricorrente al Tar Lazio sia come utente, con i propri mezzi di servizio, che come garante del territorio amministrato) in parallelo a Regione Abruzzo e Comunità Montana contro aumenti di pedaggi ritenuti illegittimi.
Una bella corsa, quella dei pedaggi della Strada dei Parchi. Da quando è nata, la società al 60% di Austostrade spa e al 40% Toto spa, ha a suo modo bruciato le tappe. Più 43% nel primo biennio (2003-2004). Più 7,5% nel secondo. Un rifiato nel 2007. Poi, nel 2008, malgrado la stima di aumento zero da parte dell'Anas, nuovo rincaro. Per approdare infine a gennaio 2010, quando il balzo è stato del 4,7% contro una media nazionale del 2,5.
Rapida ed efficace nell'aumentare pedaggi e introiti (si spiega anche così il risultato, certo soddisfacente per il gestore, dell'utile centrato già nel 2006 a 4,5 milioni, quando il piano finanziario allegato alla convenzione prevedeva un "rosso" fisiologico di 25), Strada dei Parchi non lo è stata storicamente altrettanto nel fare gli investimenti, dovuti, perché legati alla concessione, e a cui gli aumenti al casello sarebbero legati. Non è la sola, tra le società che fanno il suo mestiere. Ma una capofila sì. Visto che risultava prima tra le inadempienti (solo 13% sborsato) rispetto al monte investimenti previsto entro il 2006. Includente tra l'altro la realizzazione della terza corsia tra Roma Est e la Palmiro Togliatti (impegno mai concretizzato e di recente mutato con intervento degli enti locali interessati in costruzione di una complanare); o il raddoppio del tratto Villa Vomano-Teramo, fissato nella prima tranche d'impegni, avviato solo nel 2006, ultimato ad agosto 2008, ma portato a motivo degli aumenti di quell'anno, scattati proprio dal taglio del nastro. Con relativo ulteriore ricorso dell'amministrazione provinciale teramana.
Da annotare intanto, a latere, l'alt all'unica categoria che, pur non esclusa dai disagi, lo è stata per un po' dall'esazione: i terremotati aquilani, che hanno ripreso anche loro da dieci giorni a pagare. Come tutti. E con qualunque tempo. Sole, pioggia o (maledettamente) neve.