CASTEL FRENTANO. La banda "dell'oro rosso" colpisce ancora: tagliati in contrada Santa Lucia circa due chilometri di cavi di rame della Sangritana. I fili non sono stati portati via, compito che forse era stato rimandato in altro momento. Un mese fa i carabinieri hanno arrestato, sempre nello stesso luogo, tre rumeni mentre caricavano in macchina il rame della linea ferrata.
Il raid notturno, secondo alcune testimonianze, è stato compiuto tra l'una e le sei del mattino. Il tratto preso di mira dai ladri è a due metri dalla strada, è attraversato da un passaggio a livello ed è a ridosso di esercizi commerciali e abitazioni.
Lungo i due chilometri i ladri hanno lasciato penzolare dai tralicci i fili di rame con un'evidenza che non poteva passare inosservata.
Anche questa volta sono ingenti i danni per la Sangritana che, appena un mese fa, ha preventivato circa 200mila euro per risistemare i 4 chilometri danneggiati.
«Abbiamo presentato una denuncia contro ignoti», afferma Pasquale Di Nardo, presidente della società di trasporti, «e rinnoviamo il nostro grazie ai carabinieri che nelle settimane scorse hanno arrestato i responsabili del furto precedente».
La linea non è utilizzata per il trasporto pubblico e quindi non è sotto tensione elettrica. Se lo fosse, comunque, i ladri riuscirebbero con un sistema di messa a terra a interrompere la tensione per pochi minuti. Attualmente il diametro dei cavi di rame è 1,2 centimetri che, prima del previsto ammodernamento della linea ferroviaria e in ottemperanza alle disposizioni dell'Agenzia sulla sicurezza, dovranno essere sostituiti con altri da 3 centimetri.
«Per il momento abbiamo già dato disposizione», dice Di Nard, «di togliere tutti i cavi sulle tratte da riorganizzare e non in sevizio, così da evitare episodi del genere».
Del furto di un mese fa si resero conto i tecnici della Sangritana che, insospettiti dai cavi non più in tensione, allertarono i carabinieri della compagnia di Lanciano, guidati dal tenente Palma Lavecchia. I militari di Castel Frentano dopo un appostamento notturno arrestarono i tre ladri mentre caricavano il rame in una macchina. Gli autori del furto finirono davanti al gip del tribunale di Lanciano con l'accusa di furto pluriaggravato e attentato alla sicurezza dei trasporti. Patteggiarono una condanna a due anni e furono rimessi subito in libertà per effetto della condizionale.
Il furto di rame è un business (al mercato nero un chilo di oro rosso è quotato 7 euro il chilo) che prende di mira oltre alle linee ferrovie nazionali, con danni stimati di oltre 3 milioni di euro, anche grondaie e arredi cimiteriali.