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Pescara, 22/04/2026
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Data: 12/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Sanità, le lobbies sono tornate all'attacco». Dura replica del governatore a Toto. Ma Costantini e Legnini lo incalzano: «Se è così, ora faccia i nomi»

PESCARA - C'è un mandante sostiene Gianni Chiodi dietro l'attacco a testa bassa firmato dal parlamentare Pdl Daniele Toto, gruppi di pressione, interessi economici ben definiti, gente che vuole condizionare le scelte della sanità, lobbies. «Ma questa volta non troveranno spazio, non condizioneranno niente e nessuno». E' questa la risposta del presidente della Regione all'interrogazione parlamentarefirmata dal deputato teatino, un colpo piazzato al basso ventre della giunta regionale, un colpo basso e potente che va a fare il coro con le denunce del centrosinistra e che provoca un marasma nel Pdl abruzzese a venti giorni dal voto: sanità a livelli di indecenza, «da paese in via di sottosviluppo», sanità negata in Abruzzo soprattutto ai più deboli, ai disabili, ai pazienti psichiatrici accusa Toto che nelle due cartelle inviate ai ministri Fazio e Tremonti mette nero su bianco anche il «conflitto di interessi» della commissaria Baraldi. Come ha già fatto il Pd, come ha fatto l'Italia dei Valori. Spiazzante, per gli amministratori di centrodestra.Cosa c'è dietro, perchè adesso, come mai: «Non avevo alcun dubbio che prima o poi gruppi di pressione che hanno, o provano ad avere, interessi economici nella sanità, avrebbero iniziato ad agire per condizionare le scelte - ribatte Chiodi - Questi gruppi sono trasversali negli schieramenti politici, come sempre accaduto in Abruzzo. Ma questa volta non troveranno spazio per condizionare». Gruppi trasversali anche al centrodestra, dice il presidente. Che troverebbero in Toto un utile portavoce. Gli abruzzesi hanno il diritto ad avere una sanità di qualità, aggiunge Chiodi, a costi sostenibili e giusti. «Ciò è possibile perchè altrove si è realizzato. Ma le condizioni affinchè ciò accada sono: una corretta programmazione che tenga conto del reale fabbisogno della sanità; una sanità pubblica che elimini gli sprechi; una sanità privata che operi correttamente sulla base del fabbisogno reale e non su quello creato appositamente per fini diversi». E allora ecco come si comporterà la Regione a dispetto di Toto: «Difenderemo il pubblico virtuoso e il privato che agisce nelle regole».
Una risposta che non piace all'opposizione: «Chiodi è nervoso perchè è stato colto nel vivo - dice il senatore Pd Giovanni Legnini in difesa guardaunpo' di Toto - il Pd ha rivelato la situazione di enorme conflitto di interesse alla testa della sanità in Abruzzo. Ma un presidente non può permettersi di attaccare così volgarmente i parlamentari eletti nella sua regione pur di non rispondere alle domande imbarazzanti che gli rivolgiamo». La verità è che Chiodi è un «presidente immobile», secondo Legnini e che c'è «una sub commissaria che è anche consulente di cliniche private e un altro subcommissario che ha rassegnato le dimissioni per ragioni tutte da chiarire.
Fuori i nomi, incita Carlo Costantini dell'Idv: «Chiodi è il presidente di una Regione martoriata dagli scandali e non può permettersi di dire che gruppi di potere avrebbero iniziato ad esercitare pressioni per condizionare le sue scelte, senza fare contestualmente anche i nomi e i cognomi». Per Costantini Chiodi dovrebbe denunciare alla magistratura chi lo condiziona. E una nuova interrogazione è stata depositata in Senato da Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dei dipietristi: «Chiodi non può pensare di applicare il piano di rientro a corrente alternata, come sta facendo, secondo personali discrezionalità che limitano le risorse per il pubblico, colpiscono le fasce più deboli della popolazione e aiutano invece alcune consorterie private». E intanto su Facebook impazza un gruppo che chiede le dimissioni dell'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni.

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