Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.354



Data: 12/03/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Bus nel mirino, 40 controllori in più. L'Amat frena sui vigilantes: "Costano troppo, meglio le telecamere"

Bellavista: "Grazie ai fondi Cipe acquisteremo cento vetture, tutte con videosorveglianza"

PIÙ telecamere e più controllori: il cda dell'Amat mette in freezer l'idea dei vigilantes a pagamento a bordo dei bus e sposa la linea proposta da autisti e verificatori. Ieri il presidente della società, Mario Bellavista, ha incontrato gli altri due componenti del consiglio di amministrazione, Antonio Caronia e Giuseppe Giordano, per discutere del "pacchetto sicurezza" dopo le aggressioni degli ultimi giorni, dodici dall'inizio dell'anno, ai danni di mezzi e dipendenti. Bellavista aveva annunciato che avrebbe proposto al cda l'idea di ripristinare la guardiania armataa bordo delle venti linee di autobus più "calde". Un'idea che non è piaciuta al resto della dirigenza, orientata al contenimento dei costi. Uno smacco per il presidente? «No - dice Bellavista - ho portato sul tavolo più di una proposta. Quella dei vigilantes era solo un'idea, che rimane valida, magari per il futuro. Dopo aver discusso a lungo, abbiamo deciso di provare a raggiungere buoni risultati con le nostre forze: sono certo che il costo dei vigilantes verrebbe coperto dal maggior numero di biglietti venduti. Ma è comunque una scommessa dal risultato economico incerto, e in questo momento è meglio accantonarla». Si punterà dunque sulle telecamere, che però non arriveranno immediatamente: attualmente ce le hanno solo 150 bus su 400. «Entro l'anno contiamo di acquistare con i fondi Cipe altre cento vetture che saranno tutte dotate di videocontrollo - continua Bellavista - Contemporaneamente tenteremo di attingere ai fondi sulla sicurezza per poter acquistare nuovi occhi elettronici». Ma ci vorranno mesi. L'unica strategia da mettere in campo subito è il potenziamento della squadra dei controllori: sono quaranta ma dovrebbero diventare ottanta nel giro di un mese. «Un gruppo più folto può garantire maggiori controlli e scoraggiare atti di vandalismoconclude il presidente dell'Amat - Nel frattempo, però, chiederemo al prefetto un incontro con il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per affrontare il tema delle aggressioni». Già due giorni fa la polizia ha avviato il controllo itinerante dei capilinea dei bus, da piazzale Giottoa piazza Indipendenza. A fare scalpore è stato soprattutto l'episodio di venerdì scorso, quando un diciottenne ha guidato l'assalto all'autobus per vendicarsi dei controllori che lo avevano trovato senza biglietto e lo avevano fatto scendere. In sei, a bordo di tre scooter, hanno seguito e bloccato il mezzo per poi scagliarsi con alcuni bastoni contro il bus, sfondando i vetri del parabrezza. Conducentie verificatori avevano lanciato il loro grido d'allarme: «Lavoriamo in trincea». Il presidente aveva così riproposto l'arrivo delle guardie giurate sui mezzi pubblici: nel maggio scorso l'Amat aveva avviato una sperimentazione in tal senso. Le società che si occupano di vigilanza offrirono all'Amat un mese di servizio a costo zero: il numero di biglietti venduti, comunicò l'azienda alla fine della sperimentazione, era aumentato. Ma l'operazione guardie giurate finì nel mirino di alcune organizzazioni sindacali: «Uno spreco di risorse», tuonarono. E così l'iniziativa delle guardie armate sui bus si concluse. Finoa quando, in occasione delle ultime aggressioni, il presidente Bellavista non l'ha riproposta, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza sui mezzi. Ma questa voltaa bocciare la proposta, prima ancora del cda, sono stati i dipendenti: «Per proteggerci - hanno detto autisti e controllori - servono piuttosto telecamere e un filo diretto con le forze dell'ordine».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it