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Pescara, 24/04/2026
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Data: 13/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tg1, Pd e Idv: Minzolini si dimetta. Il Pdl fa quadrato: richieste eversive Di Pietro: cacciarlo a pedate. Berlusconi: soltanto altro fango

ROMA - Nuova occasione di scontro in un'arroventata campagna elettorale. Il caso nasce dalla pubblicazione su "Il Fatto" di intercettazioni della Procura di Trani di colloqui tra Silvio Berlusconi e un membro dell'Authority per le Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, che hanno per oggetto l'insoddisfazione del premier per la trasmissione di Santoro "Annozero", e con Augusto Minzolini, in cui il direttore del Tg1 anticipa al Cavaliere un suo editoriale contro il pentito Spatuzza. La disponibilità di Minzolini verso il premier scatena una levata di scudi dell'intero centrosinistra. Ad anticipare tutti, lancia in resta, è Antonio Di Pietro: «Minzolini e Innocenzi vanno cacciati a calci nel sedere». Il leader dell'Idv, che ieri ha paragonato Berlusconi a Hitler e Nerone, spiega: «E' una scorrettezza enorme che il controllore faccia comunella con il controllato. Reato o non reato si tratta di una porcata e per questo vanno presi a pedate». E le dimissioni del direttore del Tg1, anche se con toni meno esasperati, vengono invocati in quasi tutti gli interventi dell'opposizione e anche dagli organismi sindacali dei giornalisti, come l'Usigrai. Al contrario, sul fronte della maggioranza, si fa quadrato attorno a Minzolini, accusando di «squadrismo» Di Pietro e di «eversione» chi chiede la cacciata del direttore. Berlusconi non è intervenuto apertamente sul caso, ma ambienti a lui vicini fanno filtrare «il disagio, l'amarezza e l'indignazione» del premier per quella che considera «l'ennesima bomba ad orologeria per gettare altro fango su di lui». Il suo portavoce, Paolo Bonaiuti, parla di «pubblicazioni fatte in palese violazione della legge e senza alcuna rilevanza penale», chiedendosi «come mai l'autorità giudiziaria non interviene». Il presidente dei deputati pdl Cicchitto accusa l'ex pm di Mani Pulite di «cavalcare anche oggi, con le sue solite espressioni sguaiate e violente la spazzatura pubblicata dall'organo ufficiale del giustizialismo». A Minzolini fanno pervenire al loro solidarietà i ministri degli Esteri Frattini e dell'Istruzione Maristella Gelmini. Per quest'ultima, «l'unica colpa di Minzolini è quella di portare avanti un giornalismo corretto e attento alle questioni importanti del Paese. E per questo la sinistra vuole zittirlo e allontanarlo».
Di avviso diametralmente opposto la presidente del Pd, Rosi Bindi, che si chiede «cosa aspetti il il Cda della Rai a revocare la nomina a direttore di Minzolini». Mentre Paolo Gentiloni, considerate di «estrema gravità» le notizie pubblicate da "Il Fatto", intende portare in commissione Vigilanza «il problema del ruolo del direttore Minzolini». All'argomento si mostra sensibile il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, che chiede al Dg della Rai, Mauro Masi, «i necessari e urgenti accertamenti» sull'eventuale mancata «osservanza del codice deontologico della Rai». Naturalmente, tra i più indignati dalla vicenda è Michele Santoro, soprattutto contro Giancarlo Innocenzi e l'Agcom. Di qui la drastica ricetta del conduttore di "Annozero": «L'Agcom è un organismo lottizzato e non imparziale. Per questo va azzerato e sostituito da un Garante monocratico». Preoccupati dalla vicenda anche i vertici della Federazione della stampa, per i quali (il segretario Siddi e il presidente Natale) le «scandalose intercettazioni di oggi, evocando i peggiori scenari di "dittatura dolce", impongono il massimo grado di allarme per il tentativo di stravolgere il ruolo dell'informazione e le funzioni di garanzia».

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