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Pescara, 24/04/2026
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Data: 13/03/2010
Testata giornalistica: Leggimi
Caro arcivescovo Giuseppe Molinari perché non abroghiamo le leggi elettorali? di Lelio De Santis

Noi cittadini cattolici aquilani apprezziamo la sua missione pastorale ed il suo impegno a difesa dei fedeli e della loro condizione di disagio sociale ed economico, condizione difficile per tutti i credenti ed i non credenti.
Apprezziamo di meno i suoi giudizi, legittimi ma discutibili, su argomenti di stretta attualità politica che lasciano intendere che è meglio stare dalla parte del più forte, anche quando non rispetta le regole condivise e fissate da leggi dello Stato italiano.
In quest'ultimo caso - quello del caos delle liste elettorali a Roma ed a Milano- Lei ci ha confermato da che parte sta, considerando che " non è tollerabile che molta gente debba rinunciare a votare perché alcune liste sono state presentate solo10 minuti?"
A parte il fatto che non si tratta solo di ritardo, come risulta da atti e verbali, ma di carenze sostanziali e di assenza di documenti indispensabili, le regole valgono per tutti e vengono prima dei Partiti : sono la base di una democrazia e di una società.
Evidentemente, anche menti libere ed impegnate finiscono per essere colpite dal bombardamento mediatico del signor B. che capovolge la realtà ed accusa altri di colpe e responsabilità che sono della sua parte politica.
La cosa migliore,converrà caro arcivescovo, è chiedere di abrogare tutte le disposizioni normative previste dalle leggi elettorali vigenti e così, in futuro, non ci sarà il rischio di presentare le liste con 10 minuti di ritardo?
Ed è molto triste constatare che la politica si occupi per settimane non di quello che serve al Paese per uscire dalla crisi economica, ma solo di adempimenti formali elettorali, a cui un tempo provvedeva in silenzio un bravo funzionario di partito.

Lelio De Santis - Responsabile Enti Locali Italia dei Valori

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