Riunione nel pomeriggio in Comune e poi serata a base di pesce al ristorante La Zattera. Di Noi favorito per l'ingresso in giunta
PESCARA. Ore 21: Albore Mascia e Teodoro sorridenti si avviano insieme al ristorante La Zattera. Dietro di loro a pochi passi, il capogruppo Di Noi e l'assessore Cerolini. Se non ci fosse una foto a testimoniare questo momento, si penserebbe quasi sicuramente a uno scherzo.
Ieri sera, è accaduto ciò che fino a qualche giorno fa sembrava impensabile. Eppure il sindaco e il suo ex assessore, che si parlavano a malapena dopo la violenta lite alla vigilia di Natale, hanno fatto la pace. Nel pomeriggio, alle 18, si sono incontrati in Comune per parlare di politica. Con loro c'era il capogruppo della Lista Teodoro Vincenzo Di Noi. Poi, la sera tutti a cena per sancire un'intesa che i più maligni già chiamano il «patto del brodetto».
Sta di fatto che il ritrovato dialogo tra il sindaco Luigi Albore Mascia e Gianni Teodoro apre nuovi scenari nella politica pescarese. Il ritorno nella stanza dei bottoni di Teodoro, estromesso dalla giunta prima di Natale dal sindaco per far posto al più fidato Alfredo D'Ercole, non sembra più fantapolitica. L'intesa tra i due riguarda proprio futuri incarichi. Teodoro chiede, da quando è stato mandato via dalla giunta, il ripristino degli accordi preelettorali con il Pdl. Accordi che prevedevano un posto in giunta per lui e alcuni incarichi in settori apicali per i suoi consiglieri. Così è stato fino a Natale, cioè prima della lite con il sindaco per il mancato rinnovo del contratto al dirigente Antonio Biase, amico di Teodoro.
Mascia ora sembra fare buon viso a cattivo gioco. C'è il bilancio da approvare in consiglio e servono almeno 21 voti. Sa che la Lista Teodoro, che conta 2 consiglieri, potrebbe essere determinante per l'approvazione. E allora è necessario scendere a patti. «Non ho mai escluso un nuovo fidanzamento con Teodoro», ha detto ieri prima dell'incontro, «dovrà essere lui a corteggiarmi, non io. Vedremo come si comporterà la sua lista con il bilancio». Difficile, però, pensare a un suo ritorno in giunta. Potrebbe essere Di Noi a fare l'assessore dopo il varo del bilancio, mentre Teodoro potrebbe ottenere un altro incarico. Dalla giunta potrebbe uscire una delle tre donne, ma servirebbe una modifica allo statuto che fissa le quote rosa.