ORTONA. Un lungo corteo animato da slogan e tamburi battenti ha attraversato ieri mattina le vie principali della cittą in difesa del lavoro e dei diritti di pensionati, giovani, precari e migranti. Secondo gli organizzatori, duemila persone hanno partecipato alla manifestazione provinciale della Cgil partita dallo stadio alle 10.30 e conclusasi in piazza della Repubblica alle 12.30 con l'intervento del segretario regionale Gianni Di Cesare. Per Ortona quella di ieri č stata la giornata del confronto con la difficile situazione occupazionale che vive il territorio alle prese con numerose crisi aziendali.
E' il caso della Samputensili, della Junior fashion group, della Siap-Carraro, della Iniziative industriali, e con il mancato completamento di infrastrutture strategiche, come la diga foranea, la transcollinare Anas e la bretella porto-A14, che avrebbero dovuto dare nuovo slancio all'economia locale.
Al corteo hanno partecipato, oltre ai rappresentanti di diverse aziende di tutta la provincia come i dipendenti di Villa Pini e San Stefar senza stipendio da 12 mesi, gli studenti di alcune scuole superiori e i pensionati, anche i dipendenti della Samputensili alle prese con una difficile vertenza per riuscire a salvare 139 posti di lavoro e che hanno sfilato con la foto del presidente della Regione, Gianni Chiodi, appesa al collo per sottolineare l'assenza della Regione nella vicenda. I dipendenti Samputensili hanno dato vita ad un loro corteo che si č poi unito con quello della Cgil. «Ci aspettavamo questa partecipazione», commenta Michele Marchioli, segretario Cgil-Chieti, «continuiamo a sollecitare le istituzioni, dal governo nazionale a quello regionale e provinciale, nel ricercare con noi gli strumenti per uscire da una crisi che impoverisce le famiglie. Basti pensare a due dati in particolare: la sofferenza bancaria č cresciuta, nel 2009, del 102% rispetto al 2008 e i protesti e i pignoramenti sono aumentati del 208%.
Le ore di cassa integrazione utilizzate dalla provincia nel 2009 sono 12milioni 203mila 230. Per pensare di tornare alla situazione precedente la crisi occorrono dai sei agli otto anni. Se non troviamo una soluzione i giovani resteranno fuori dal mondo del lavoro. Bisogna tornare al lavoro stabile e dare sostegno ai precari usciti dal mondo del lavoro».
Sul palco di piazza della Repubblica, oltre ai dirigenti della Cgil, sono saliti, accompagnati da cori e applausi, anche dei lavoratori in rappresentanza di vertenze aperte.