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Pescara, 24/04/2026
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Data: 14/03/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Nessuno paga per il tour degli atleti. Giochi del Mediterraneo Diciassette aziende di trasporto ricorrono alle vie legali

Tra squadre e accompagnatori, scarrozzate 6.318 persone ma i titolari dei bus non hanno ancora visto un centesimo

PESCARA La cifra non è di quelle da capogiro. È una somma ridicola rispetto ai fior di quattrini spesi e anche scialacquati per l'occasione. È un importo modesto, ma non è stato ancora versato. E così per il Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo arriva un'altra "seccatura", che corre per vie legali. Perché l'associazione temporanea di imprese (Ati) nata in occasione della kermesse internazionale per assicurare il trasporto di atleti e delegazioni sportive da un angolo all'altro dell'Abruzzo, tra campi, palazzetti, alberghi e alloggi, dopo aver sollecitato e risollecitato il pagamento delle prestazioni svolte, ha fatto ricorso alla carta bollata per mettere in mora il Comitato. Sono 17 le aziende - Civitarese, Enea, Baltour, Sangritana, Arpa, Napoleone, Di Fonzo, Ognivia, Holidaybus, Di Carlo Bus, Cardinale, Di Giacomo, Centro Tour/Ciancio, Giallonardo, Satam, Passucci, Paolibus - che l'anno scorso si sono messe insieme per assicurarsi l'appalto per il "Servizio di noleggio autobus con conducente per le esigenze di mobilità inerenti lo svolgimento dei XVI Giochi del Mediterraneo". Capogruppo dell'Ati la Baltour di Teramo, il cui presidente e amministratore delegato è Agostino Ballone. Il contratto, con le società di trasporto, è stato siglato il primo luglio 2009, anche se la cerimonia inaugurale dell'evento risale al 26 giugno. Quindi via alle competizioni. Via agli spostamenti, fino al 5 luglio, tra Pescara, il villaggio di Chieti, l'aeroporto, gli impianti ubicati in vari centri della regione e in tutte le province. 4.180 atleti di 28 specialità e 2.139 tra accompagnatori e dirigenti - in totale 6.318 - che hanno girato per effettuare le gare. Le fatture con la rendicontazione dei servizi svolti sono state depositate il 31 luglio. Complessivamente, da dare, all'Ati 875.217 euro, Iva esclusa, come da minimo contrattuale fissato, anche se dalla contabilizzazione delle prestazioni effettivamente svolte è emerso un importo di 676.785 euro. In sostanza gli spostamenti sono stati minori rispetto a quelli originariamente previsti, ma il Comitato deve il denaro pattuito da contratto. Finora però non ha tirato fuori un centesimo. E dall'altra parte è stato deciso che non si può e non si deve più aspettare. Stop alle attese. Stop a perdite di tempo. Stop a inviti e a richieste di pagamento «inoltrati, anche telefonicamente, ai vari responsabili del Comitato». Ad oggi solo «messaggi rassicuranti che non sono seguiti ad alcuna concretezza». Le ditte non hanno incassato alcunché. Le somme vanno da 818 euro a 251 mila euro: è la Sangritana quella che deve riscuotere di più. Solo promesse, niente soldi al momento e l'impresa capofila, la Baltour, a nome dell'Ati, ha affidato la faccenda agli avvocati. Il Comitato, messo alle strette, ha fatto sapere che entro la fine del mese di marzo provvederà a mettere mano al portafogli. E quindi ha chiesto di bloccare la procedura di mora. «Sarà la volta buona?», chiedono alcuni degli imprenditori coinvolti. Il sospetto è che possa trattarsi dell'ennesimo espediente per continuare a guadagnare tempo. Insomma, il Comitato fa? il portoghese.

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