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Pescara, 24/04/2026
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Data: 14/03/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Minzolini al tg: «Mi vogliono muto e dimezzato». Su Trani Berlusconi attacca, Alfano invia ispettori - La difesa di Minzolini (Guarda il video)

ROMA - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, annuncia l'invio di ispettori a Trani, dove è in corso l'inchiesta sulle carte di credito da cui sono scaturite le intercettazioni su Silvio Berlusconi, Giancarlo Innocenzi e Augusto Minzolini. E proprio sulla posizione di Minzolini nell'indagine è giallo: secondo alcune fonti vicine alla Procura, non sarebbe indagato; secondo altre sì, con ipotesi di reato di concussione o di favoreggiamento. Lui, comunque, si difende in diretta, dagli schermi del suo tg: "Mi vogliono muto, ma non sarò mai un direttore dimezzato". E intanto il premier attacca: vicenda "ridicola e grottesca", dichiara.

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Gli ispettori. Oggi il Guardasigilli dice: "Invierò subito gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo; ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie". Immediata la risposta: "Siamo qui a disposizione", dice il procuratore Carlo Maria Capristo. Gli ispettori dovrebbero arrivare sul posto lunedì.

"Tentativo di intimidazione". "Mandare gli ispettori a Trani è un evidente tentativo di intimidazione - dice il togato di Magistratura democratica Livio Pepino - le questioni poste dal ministro a cominciare da quella della competenza territoriale, riguardano il merito dell'indagine e dunque non sono accertabili dai suoi ispettori. E poi per i tempi e i modi, quella di Alfano appare un'iniziativa politica che più che accertare qualcosa tende a impedire un'indagine".

Le critiche dei democratici. La capogruppo Pd alla commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, dice: "Ci spiace che con queste sue continue attenzioni alle questioni personali processuali del premier e con questo suo uso privato della politica venga sempre più svuotato il ruolo istituzionale con il rischio concreto di trasformarsi in ministro ad personam".


"Nessuna richiesta di interdizione". La Procura di Trani non ha finora chiesto al gip l'adozione di provvedimenti interdittivi a carico degli indagati: lo si apprende in ambienti investigativi. Il pm Michele Ruggero era in procinto di inviare al giudice Roberto Oliveri Del Castillo richieste di interdizionie, ma dopo le rivelazioni pubblicate dai giornali non si sa se ne abbia ancora intenzione.

Intercettati anche ministri. Componenti dell'esecutivo sarebbero stati intercettati indirettamente mentre parlavano: ma poichè il contenuto delle conversazioni non ha alcuna rilevanza penale, non saranno trascritte e sarà disposta la loro distruzione.

Berlusconi all'attacco. Il premier erlusconi, in collegamento telefonico con Emilio Fede, dichiara: "Mi occupo di cose serie, non di cose ridicole e addirittura grottesche. Sulla Rai posso dire che ho sempre ritenuto inaccettabile che si sottopongano a processi in tv delle persone che sono già sotto processo davanti ai giudici e che si accusano in tv di tutto con ferocia e senza dare loro la possibilità di difendersi. E ho sempre chiesto a destra e a manca che si facessero esposti in tal senso all'autorità apposita".

L'editoriale di Minzolini. Dagli schermi del suo tg, nell'edizione di massimo ascolto delle 20, il direttore si difende contrattaccando: "Ho provato in prima persona la gogna mediatica - dice - oggi fonti della Procura dicono che non sono indagato. La verità è che mi vogliono sordo e muto, ma non sarò mai un direttore dimezzato. O, come dice qualcuno, 'cacciato a pedate', un linguaggio che uso Mussolini con Giovanni Amedola". E sulle telefonate col premier: "Un direttore è innanzitutto un giornalista e parla non solo con il premier, ma con tutti i politici che vogliono interloquire con lui, come hanno fatto, al netto di ipocrisie, quelli che hanno diretto il Tg1 prima di me".

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