PESCARA. I catoniani, che escono allo scoperto per chiedere l'azzeramento della giunta comunale. Teodoro, che lancia un ultimatum al sindaco per riavere subito il posto di assessore. Il Pd, che parla di un'amministrazione alla deriva. Albore Mascia è di nuovo sotto assedio.
I ribelli del centrodestra sono tornati a farsi sentire il giorno dopo la cena tra Luigi Albore Mascia e Gianni Teodoro al ristorante La Zattera per fare la pace. I loro rapporti si erano chiusi bruscamente alla vigilia di Natale, quando Mascia aveva deciso di estromettere Teodoro dalla giunta. L'altra sera, seduti al tavolo, il sindaco e il suo ex assessore hanno dialogato cordialmente. Una fonte ha raccontato di un patto tra i due per far entrare un esponente della Lista Teodoro in giunta al posto di una donna, dopo il varo del bilancio.
Ieri, però, la situazione è precipitata. Teodoro ha inviato un comunicato, solo con la sua firma, in cui ha rimesso tutto in discussione. «Ho ricordato nuovamente al sindaco», ha affermato, «che prima della seduta sul bilancio devono essere ripristinate le condizioni politiche che consentano la rappresentanza della Lista Teodoro nel governo cittadino e negli organi consiliari di vertice, come la vice presidenza vicaria del consiglio e la presidenza di una commissione». «Se il sindaco sul bilancio chiede un voto politico», ha avvertito, «attendo che risolva politicamente le questioni».
Ieri pomeriggio, si sono riuniti anche i dissidenti usciti dal Pdl che hanno dato vita al gruppo Democrazia per le autonomie. Presente il deputato Giampiero Catone. Al termine dell'incontro, Adele Caroli, Domenico Lerri e Livio Marinucci, hanno diffuso una nota. «Continua il degrado nella maggioranza», si legge, «invitiamo il sindaco a valutare attentamente l'esigenza di un gesto coraggioso e responsabile, che realizzi sia le condizioni per l'esistenza di una giunta condivisa, sia di un bilancio frutto di un lavoro comune». E' l'invito ad azzerare la giunta. Mascia non ha voluto rilasciare commenti. Ha risposto, in compenso, alle critiche del segretario del Pd Stefano Casciano. «Dopo la cena», ha detto Casciano, «il sindaco avrà approvato il bilancio, Teodoro e i suoi avranno qualche poltrona in più e a farne le spese saranno i pescaresi». «Il rancoroso Casciano cerca pagliuzze e non vede travi negli occhi del suo partito», è stata la replica.