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Pescara, 24/04/2026
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Data: 15/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Spuntano altre telefonate di Berlusconi. Una decina all'Agcom, cinque-sei a Minzolini. Innocenzi «Berlusconi mi manda a fare in c... ogni tre ore».

Il procuratore: non temiamo gli ispettori. Oggi in Puglia arriva il ministro Alfano Sarà sentito Santoro

TRANI. Accertamenti sulla competenza territoriale e su un eventuale abuso delle intercettazioni: questo il mandato ricevuto dagli ispettori del ministero della Giustizia che da oggi sono a Trani per verificare eventuali anomalie compiute dalla Procura nell'indagine Rai-Agcom.
Di fatto gli ispettori sapranno se nel registro degli indagati sono stati iscritti i nomi di Berlusconi e del commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi. Il reato sarebbe quello di concussione. L'invio degli ispettori ha suscitato le proteste dell'Anm di Bari che lo ritiene un «rischio di intralcio all'inchiesta». In contemporanea a Bari, sarà in visita il ministro della Giustizia, Alfano, che sabato aveva denunciato tre «gravissime patologie» nell'inchiesta tranese. E cioè: «Un problema gravissimo di competenza, un secondo problema di abuso delle intercettazioni e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio». Ma il procuratore di Trani, Capristo, ha difeso l'inchiesta: «Siamo a disposizione del Guardasigilli per tutti i chiarimenti che vorrà avere. Non abbiamo nulla da temere giacché sono sicuro che l'inchiesta balzata agli onori della cronaca è seria». Capristo ha preso però una precauzione: il pm che coordinava le indagini, Michele Ruggiero, da oggi sarà affiancato da altri tre suoi colleghi. Fabio Buquicchio, Ettore Cardinali e Marco D'Agostino. I tre dovranno prendere qualsiasi decisione «all'unanimità» e se ci saranno pareri contrari solo il procuratore potrà decidere il da farsi. Una decisione che ha molto infastidito - dicono i ben informati - il pm Ruggiero che è stato di fatto commissariato dal suo capo con il quale aveva avuto qualche screzio sugli sviluppi da imprimere alle indagini. Per Ruggiero i tempi erano maturi per chiedere al gip le misure interdittive, per Capristo bisognava invece aspettare. Con la coassegnazione del fascicolo l'indagine si dilata. Sulla vicenda Il Fatto Quotidiano pubblica stralci di telefonate tra il premier e Innocenzi nella quali si parla di una «strategia» da mettere a punto per fermare Annozero e Santoro, che domani sarà ascoltato a Trani. I colloqui del premier intercettati sarebbero circa 20, una dozzina con Innocenzi, cinque-sei con il direttore del Tg1 Minzolini. «Dovete fare qualcosa che consenta alla Rai di dire: chiudiamo tutto», suggerisce il premier a Innocenzi. Il commissario sembra incassare ma, parlando con un componente del Cda Rai, Alessio Gorla, si sfoga: «Il capo sta incazzato come una biscia». E' addirittura «idrofobo». Innocenzi tuttavia si sarebbe in qualche modo attivato per accontentare il premier. La strategia non andrà mai a buon fine, nonostante l'invito che Innocenzi avrebbe rivolto al Cavaliere segnalando che sarebbe stato «utile un esposto dell'Arma» per fare scattare l'intervento dell'Agcom. Stanco di attendere l'intervento dell'Agcom, Berlusconi si sarebbe lamentato ancora con Innocenzi. «Non fate nulla?» chiede il premier.
Il pressing di Berlusconi sfinisce Innocenzi che, parlando con un amico, si lascia andare all'ennesimo sfogo. Da Santoro - dice - stanno per esplodere «le bombe atomiche». E ancora: «Berlusconi mi manda a fare in c... ogni tre ore».

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