Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 16/03/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Chiodi assediato. Veleni e sospetti intorno agli accreditamenti sospesi alla clinica Villa Pini

Il Governatore Chiodi è ormai con le spalle al muro e sembra utile a poco il suo continuo trincerarsi dietro un silenzio rotto ormai solo in rare e poco fruttuose circostanze. Dopo la curatrice fallimentare della clinica Villa Pini Giuseppina Ivone, i sindacati, i lavoratori e i potenziali acquirenti o affittuari, tocca infatti a Confindustria di Chieti e Pescara, con le organizzazioni di categoria, sollecitare il commissario della sanità regionale a far sì «che la Regione renda al patrimonio aziendale - si legge in un comunicato diffuso ieri - gli accreditamenti attualmente sospesi, favorendo anche la curatela nella ipotesi che l'esercizio provvisorio si trasformi in locazione ad uno dei numerosi possibili partner che si stanno proponendo come gestori nelle more della definizione dell'intera procedura fallimentare». L'intervento di Confindustria rappresenta di fatto la chiusura del cerchio e assegna contestualmente al Governatore e commissario alla sanità Chiodi il ruolo di «assediato». «Non si capisce, né in termini legali né di opportunità - continua Confindustria - la mancata revoca da parte della Regione Abruzzo del provvedimento di sospensione degli accreditamenti. Il venir meno della revoca depaupererà il patrimonio aziendale del principale, se non unico, valore residuo. Se la Regione Abruzzo non ripristinerà gli accreditamenti alla ex Villa Pini - concluide Confindustria - la Curatela fallimentare non avrà più da ricollocare una "azienda" con tutto il suo patrimonio professionale e di cosiddetto avviamento, ma solo un patrimonio immobiliare di limitato appeal». L'associazione datoriale insomma prende una posizione precisa; e non poteva essere diversamente considerando che recentemente, dopo la marchigiana Santo Stefano di Potenza Picena e la molisana Neuromed di Pozzilli, è venuto allo scoperto anche un terzo potenziale acquirente o affitturario locale, la Ddp Servizi sanitari Spa, società costituita da imprenditori pescaresi e chietini «pronti a far ripartire l'attività - ha detto il presidente Paolo Primavera - in soli due giorni». Ma finora alle sollecitazioni il «palazzo» ha risposto con un silenzio pressoché assoluto, almeno fino alla settimana scorsa quando è stato lo stesso capo dell'Esecutivo a porre e a porsi una scadenza, di fronte al pressing incalzante dei lavoratori (medici e non), annunciando che nella riunione di domani 17 marzo a Roma, al Ministero dell'Economia e della Salute, del tavolo di monitoraggio sul piano di rientro del deficit dell'Abruzzo, la Regione Abruzzo avrebbe chiesto al Governo di definire «un percorso teso a risolvere il problema occupazionale del gruppo Villa Pini, anche attraverso il ripristino dell'accreditamento di attività sanitaria». Domani arriverà la svolta? Vedremo. Anche se non promette nulla di buono la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo del 12 marzo 2010 del taglio delle risorse destinate alla riabilitazione per le società che facevano parte del gruppo Villa Pini. Nel testo di delibera si fa infatti riferimento a contratti solo con società private «provvisoriamente accreditate» (non è il caso delle società degli Angelini) e si rileva che «per le strutture private "Maristella", "San.Stef.a.r." e "Villa Pini d'Abruzzo s.r.l." del Gruppo "Villa Pini" verranno adottati specifici provvedimenti all'esito delle verifiche in corso». A tal proposito ieri il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, ha detto «il presidente-commissario Chiodi sta mandando a casa 1.500 famiglie stremate. Ecco l'ultima prova che i dipendenti del gruppo sono presi in giro». E sullo sfondo riappaiono vecchie logiche di campanile. «Chiodi - dice un medico di Villa Pini senza stipendio da un anno - vuol penalizzare l'area Chieti-Pescara a vantaggio di altre del Teramano».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it