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Pescara, 24/04/2026
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Data: 16/03/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Un biglietto chiamato desiderio. Nonostante la rassicurazioni delle Ferrovie (a conoscenza del problema da ottobre) a Montesilvano la macchinetta è inutilizzabile

Sul display campeggia l'immancabile «fuori servizio» e i tasti non funzionano

Dopo il danno, la beffa. La biglietteria automatica della stazione di Montesilvano rotta dallo scorso ottobre è stata sì riparata ma resta inutilizzabile, perché non funzionano i tasti di selezione. Quindi è come se fosse ancora rotta. Un mese fa Dario Recubini, addetto stampa dell'area Abruzzo del Gruppo Ferrovie dello Stato, aveva spiegato che la macchinetta era stata manomessa da vandali e che i problemi tecnici si erano rivelati talmente complessi che ci era voluto un inverno intero per risolverli. Tempi biblici anche per preparare uno Shuttle a Cape Canaveral Era stato promesso che entro un mese la biglietteria sarebbe stata riparata. Ieri in effetti c'erea una macchinetta diversa, ripulita dai segnacci neri dei vandali e addirittura con il display funzionante... ma che dichiarava esplicitamente di essere «fuori servizio». Altro che tentare l'emissione del biglietto cercando di seguire le istruzioni sul pannello accanto alla macchinetta: «Digitare 1 se la stazione di partenza è Montesilvano, 2 se Pescara Centrale». Ebbene, pigiando più e più volte l'1 non si riscontrano cenni di vita, mentre il 2 proprio non va: un evidente ostacolo all'acquisto del biglietto per una qualsiasi delle cento località del tabellone che corrispondono al codice che inizia proprio per 2. Eppure i circa 200 utenti che ogni giorno frequentano i 58 treni che percorrono la tratta Montesilvano-Pescara potrebbero aumentare in maniera esponenziale, dato che il traffico quotidiano verso il capoluogo adriatico è stimato di 140mila auto. «È una questione di cultura: ci si dovrebbe premunire di biglietto, come si fa con gli autobus, e avvalersi di edicole, tour operator e bar convenzionati», rabboniva l'ottimistico Recubini un mese fa, senza pensare forse che gli spostamenti brevi non si programmano con largo anticipo, e che per questi esercizi non sempre esiste l'orario continuato. Mentre l'utente le prova tutte davanti alla biglietteria automatica per farle sputare l'agognato biglietto, il treno che doveva prendere a questo punto è bello che passato. Quanto ci vorrà ancora per eliminare l'annoso disservizio?

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