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Pescara, 24/04/2026
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Data: 17/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dirigenti d'oro: la norma resta in vigore, tutto rinviato. D'Alessandro (Idv): «Chiodi è un treno di bugie»

PESCARA - Metto riparo, assicura Gianni Chiodi l'otto marzo alla vigilia del consiglio regionale. Mette riparo e intanto rinvia la modifica alla finanziaria all'ordine del giorno dell'assemblea. Mette riparo ma intanto manda in vacanza le commissioni consiliari. Mette riparo e intanto se ne parla a fine aprile se tutto va bene. Mette riparo e intanto la legge resta in vigore e continua a produrre i suoi effetti: nonostante le promesse di Chiodi e l'impugnativa del ministro Fitto. La norma sui dirigenti d'oro, quella per la quale il presidente della Regione ha recitato il mea culpa (anzi, il sua culpa visto che la responsabilità materiale l'ha data a un suo fedelissimo collaboratore), introdotta di soppiatto nella finanziaria 2010 e approvata a maggioranza la notte del 30 dicembre 2009, resta in vigore e così resterà nella notte dei tempi. Nessuna norma abrogativa è stata presentata dalla maggioranza e nel frattempo il lavoro delle commissioni è stato sospeso fino a dopo Pasqua. Ma Chiodi lunedì scorso si presenta in tv per dire che è tutto a posto. Falso.
E, come spiega il capogruppo Carlo Costantini dell'Italia dei Valori, «la legge continua a produrre i suoi effetti, perchè l'impugnativa non ne sospende l'efficacia». Ci pensano i dipietristi a presentare due proposte di legge abrogative, una per eliminare la norma che sposta a 70 anni l'età pensionabile dei dirigenti, e un'altra per ripristinare il tetto del 10 per cento alle assunzioni esterne dei collaboratori del presidente e per cancellare i benefit per i dirigenti di fiducia di Gianni Chiodi. Ma chissà quando sarà discussa. Insomma la legge è ancora in vigore e continua a produrre i suoi effetti. Ancora in organico il dirigente dell'Agricoltura che vorrebbe rimanere fino a 70 anni, in spregio a qualsiasi norma dello Stato: è in malattia.
«Chiodi, negando l'evidenza dei fatti, è un treno di bugie, ne dice a vagonate - commenta Cesare D'Alessandro dell'Idv - Il senso del pudore dovrebbe spingerlo a non fare dichiarazioni palesemente false, diversamente si renda disponibile a un contraddittorio pubblico basato sulle carte!». Così il consigliere risponde a Chiodi che da un'emittente teramana ha accusato l'opposizione di fare solo propaganda sulla vicenda dei dirigenti d'oro. «Ricordo - continua l'esponente dipietrista - che Del Turco nel periodo del suo mandato, poteva disporre di assunzioni esterne fino a un massimo di 4 unità. L'emendamento voluto da Chiodi, approvato da tutto il centrodestra, amplia a dismisura la possibilità di assumere pesonale esterno a chiamata diretta, portando il limite a 9 unità, con un prevedibile aumento della spesa annuale a carico dei cittadini abruzzesi di oltre 200 mila euro, che potranno aggiungersi ai 260 mila euro già stanziati, per la pubblicità di Chiodi, nella Finanziaria regionale».
Sveltina clientelare, la definisce D'Alessandro che richiama il presidente ai suoi doveri (ricostruzione dell'Aquila, sanità regionale, crisi economica ed occupazionale): «Invece lui spreca il suo tempo nell'impossibile difesa dell'operazione che è servita ad attribuire de facto la qualifica da dirigente ai suo collaboratori anche privi di laurea». Per questo le proposte di legge abrogative: «Per ristabilire la situazione ex ante della sua segreteria, peraltro già ricca di personale lautamente pagato. Ci auguriamo che possano essere approvate senza indugi».

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