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Data: 17/03/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Milano Express, costa 450 euro portare soltanto un passeggero. La società di trasporto pubblico della città dei Gonzaga ha inaugurato ieri il suo servizio alternativo alla ferrovia

Il caso. Primo giorno in salita per il superbus dell'Apam di Mantova Il biglietto costa 10 euro con giornale e ticket Atm

MANTOVA - All'appuntamento col torpedone arriviamo alquanto intorpiditi, causa levataccia. Il biglietto l'avevamo fatto la sera prima via Internet, giusto per evitare sorprese (si può fare anche a bordo, se ci sono posti disponibili: e mica potevamo immaginare che avremmo viaggiato da soli); però essere alle 6.18 nel piazzale della stazione Fs di Mantova è stata dura comunque. La prima sorpresa è piacevole: il torpedone, alias Milano Express, nuovo collegamento in bus tra la città dei Gonzaga e quella degli Sforza è sciccosissimo. Nero metallizzato, logo viola sulle fiancate, lucido che neanche in concessionaria. «E' un Mercedes Travego, "Autobus dell'anno" 2010 - ci dirà orgoglioso l'equipaggio - 53 posti, 350 cavalli, euro 5, aria condizionata, impianto tivù, immatricolato a fine dicembre e solo 4 mila chilometri all'attivo». La seconda sorpresa (che cioè quel mostro di tecnologia da più o meno 150 mila euro è tutto per noi) piacevole lo è un pò meno. Più che altro per chi ci dà il benvenuto in carrozza. Vittorino Pasotti, responsabile della divisione noleggio autobus e turismo di Apam (la società di trasporto pubblico mantovano), suo figlio Stefano, che è al volante e Franco Bernini che gli fa da navigatore, ci allungano sorridenti la mano per le presentazioni. Quando diciamo «giornalista», il sorriso un poco si smorza. C'è da capirli. Già non è bello avere un unico passeggero per un viaggio inaugurale. Se poi è uno che andrà a spifferarlo a tutti... Il Pasotti senior, comunque, recupera subito l'aplomb. «Vede quel tizio che distribuisce volantini ai pendolari all'ingresso della stazione dei treni? E' uno dei nostri. Sta facendo propaganda al Milano Express». Già, la propaganda. Magari è quella che è mancata. Anche se si sono fatte le conferenze stampa e gli articoli sui giornali locali. O magari è una questione di orari. Avessimo scelto il treno, per essere a Milano Rogoredo alle 8 e mezza (l'orario previsto del nostro arrivo alla stazione del metrò a San Donato), avremmo potuto poltrire una quarantina di minuti in più. E col Mantova-Milano delle 6.12 saremmo arrivati alla meta qualche minuto prima delle 8. Sulla carta, almeno. Perché i ritardi, sui binari della Mantova-Cremona-Milano, da anni sono tipici quanto torrone e tortelli di zucca. È per quello che fa un po' specie il vuoto pneumatico nel bus superlusso. Ma come? Tutto un lamentarsi dei treni sempre sporchi, sempre in ritardo, sempre col clima o il riscaldamento in tilt e quando qualcuno ti offre un'alternativa, nessuno che si faccia avanti? E sì che il prezzo, almeno per la promozione fino al 15 aprile, è concorrenziale: 10 euro contro gli 8,75 della seconda classe in treno. In più, però, l'Apam ti offre un quotidiano e, grazie a un accordo con Atm, un biglietto giornaliero da 3 euro per girare a Milano. «Dopo il 15 aprile, la corsa semplice costerà 20 euro e l'andata e ritorno 30, sempre con giornale e biglietto Atm - spiega Vittorino Pasotti - ma, visto il confort, il confronto va fatto con la prima classe del treno: 13 euro e rotti a tratta. E poi ci saranno anche carnet scontati da 10 biglietti e la possibilità, su richiesta, di tariffe personalizzate, per chi il Milano Express intenda usarlo spesso, ma non tutti i giorni. Qualche imprenditore, ad esempio, s'è già detto interessato». Sarà. Intanto, però, di gente in carriera, in corriera non se ne vede. Nessuno alla fermata di Castellucchio, né a Marcaria né a Bozzolo. Alle 7.03 incappiamo in un passaggio a livello chiuso. «Sono le Ferrovie che ci sabotano» scherza l'equipaggio per tenersi su. Il Bernini approfitta della sosta per sfornare caffè espressi dalla macchinetta in dotazione (alla Mercedes non si fanno mancare niente). A dare morale alla truppa ci prova anche l'ingegner Franco Viola, amministratore delegato di Apam. «Vi ho appena incrociato in auto al casello di Cremona!» dice al cellulare. Dopo la barriera di Melegnano, l'ultimo intoppo. C'è coda. A destinazione arriviamo alle 8.46: un quarto d'ora dopo il previsto. Pasotti senior studia le contromisure («Magari potremmo modificare gli orari o saltare qualche fermata intermedia, se non prenotata in anticipo»). Noi salutiamo. Un pò in colpa per non contribuire con altri 10 euro a una corsa che, fra andata e ritorno, ad Apam è costata, stando ai calcoli della stessa azienda, circa 200 euro di costi fissi (autista e pulizia), 240 euro di costi chilometrici e una dozzina di autostrada. Bello viaggiare coccolati, ma non possiamo aspettare fino alle 17.45 per il ritorno (arrivo previsto alle 19.50). Usiamo il biglietto Atm per andare a prendere il treno a Rogoredo. Partenza in perfetto orario, arrivo con due minuti d'anticipo. Forse le Fs sabotano davvero.

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