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Pescara, 24/04/2026
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Data: 18/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi: ora chiamo Casini...Le telefonate: così il Cavaliere all'attacco di Annozero si accorda con Innocenzi

Non solo Santoro Nel mirino «tutte e cinque le trasmissioni» che danno fastidio a Silvio

TRANI. E'stata un'altra giornata convulsa per la procura di Trani che ieri mattina, con gli ispettori di Alfano dentro casa e gli avvocati del premier venuti a reclamare l'immediato trasferimento degli atti a Roma, si è ritrovata al centro di nuova clamorosa fuga di notizie sull'inchiesta che ha coinvolto Silvio Berlusconi, indagato per minacce e concussione. In un clima di polemiche, veleni e pesanti imbarazzi, il procuratore capo Carlo Maria Capristo ha incontrato i giornalisti. Pochi minuti per ribadire che il suo ufficio sta «indagando a 360 gradi» sui responsabili della fuga di notizie che ha portato alla pubblicazione di gran parte delle intercettazioni non ancora depositate e dunque coperte dal segreto. «Gli accertamenti sono stati affidati alla Digos e non escludiamo nessun ambiente», ha detto. Negato poi qualunque dissidio con i propri sostituti. Anche con Michele Ruggiero, il Pm titolare dell'indagine su Berlusconi e al quale il capo, sabato scorso, ha affiancato altri tre Pm. Una coassegnazione che ha coinciso con l'invio al Gip, da parte di Ruggiero, della richiesta alla Camera di autorizzazione all'uso delle intercettazioni del premier. Capristo muto anche sul destino dell'inchiesta. Roma, dove i reati sarebbero stati commessi e dove comunque ha sede il Tribunale dei ministri? «Non parlo. Io sono il custode del segreto - ha detto Capristo - tornate qui a mangiare i ricci».
Berlusconi si lagna. Il presidente del consiglio è al telefono con Innocenzi, si lagna delle docufiction di Annozero: «Ecco è grave anche il fatto... che facciano un processo a uno (Cosentino, sottosegretario all'Economia ndr) è gravissimo che qua non si sia nessuno che lo difenda e che quindi... non ci possa essere contraddittorio. E' grave che facciano interpretare da attori delle cose che risalivano, tra l'altro, a dieci anni fa». Innocenzi: «Mi sono incontrato anche con Ferri e Cosentino e abbiamo messo insieme un gruppo di giuristi amici di Ferri. Abbiamo analizzato tutte e cinque le trasmissioni e riscontrato una serie di infrazioni abbastanza gravi. Purtroppo manca Magri (commissario Agcom, ndr)... perché Magri è titubante... gli ho già parlato... è molto titubante». Berlusconi: «Adesso io parlo con Casini». Innocenzi: «Bravo». Berlusconi: «Che vuol venire con me... ha fatto una stronzata... ieri ha detto che è una porcheria quella legge lì... Comunque adesso io gli parlerò di Magri. Ma ti dico. Io non andrei più addosso alla singola trasmissione in modo...». Innocenzi: «Sono tutte e cinque».
Intercettazioni pericolose. Il Pm Ruggiero, l'uomo che ha ordinato di intercettare Innocenzi, sarà di lì a poco «applicato ad altro pool». Al nuovo incarico sarebbe passato il 15 marzo, il 13 invia al Gip le carte per ottenere il via libera parlamentare all'uso delle intercettazioni.
La tesi del Pm. Le osservazioni del Pm sul tipo di reati contestati a Berlusconi, oltre che al commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi (indagato per favoreggiamento) e al direttore del Tg1, Augusto Minzolini (violazione di segreto istruttorio) riguardano la libertà di informazione. Scrive il Pm che le pressioni di Berlusconi su Agcom e Rai sono da considerarsi reato perché «indebite ed illecite» e perché «in violazione dei principi di buon andamento e di imparzialità della pubblica amministrazione, dello statuto e delle prerogative istituzionali dell'Agcom, delle prerogative e delle finalità istituzionali del pubblico servizio radiotelevisivo».
Spatuzza e Mills. Pressioni esercitate in concomitanza con la messa in onda delle trasmissioni di Annozero sul caso Mills e sul caso Spatuzza, annota il Pm, e che hanno violato anche il codice di autoregolamentazione adottato nel 2009 sulla trasmissione di programmi informativi su processi in corso. Codice, si legge, che «testualmente sancisce la necessità costituzionale di preservare la libertà di manifestazione del pensiero degli operatori dell'informazione e dei mezzi di comunicazione di massa da ogni forma di pressione e censura, anche a garanzia dei consociati a ricevere informazioni complete, veritiere e pluralistiche».
Accusa e difesa. Innocenzi, sentito dalla Finanza il 17 dicembre scorso, ha ripetutamente negato di avere subito pressioni da Berlusconi. «Mi ha fatto un culo che non finiva più», dice invece al telefono con il direttore generale della Rai, Mauro Masi. Masi a sua volta ieri ha negato ogni pressione. Ma è lui che al telefono dice a Innocenzi: «Con la D'Addario c'era spazio per intervenire mille volte e non l'abbiamo fatto. Ora ci si rivolta contro... L'unica cosa è se stasera Santoro fa la pipì fuori dal vaso».

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