MONTESILVANO. Nuovo casello dell'A14: il Comune di Città Sant'Angelo non recede dalla proposta di localizzarlo nella zona dell'Ibisco e fa infuriare i sindaci di Montesilvano e Cappelle, d'accordo invece da tempo, insieme a gran parte dei centri della vallata del Fino, ad alzarlo a Terrarossa, territorio di Cappelle al confine con Montesilvano.
Ieri mattina si è svolta nella sala giunta di Montesilvano, una conferenza dei servizi conoscitiva per la localizzazione del secondo casello autostradale. Sono intervenuti tra gli altri, oltre al sindaco Pasquale Cordoma e all'assessore all'Urbanistica Domenico Di Giacomo, l'assessore provinciale ai Lavori pubblici Roberto Ruggeri, il sindaco di Cappelle Maria Felicia Maiorano Picone, l'assessore alla Viabilità di Città Sant'Angelo Ignazio Pratense. Assenti al tavolo la Regione e la Società autostrade. «Il Comune angolano», si legge in una nota dell'Ente montesilvanese, «ha portato avanti la proposta della localizzazione in zona Ibisco, cambiando idea rispetto all'incontro di due settimane fa. La proposta non è stata accolta favorevolmente, creando malumori tra i presenti. Il Comune di Montesilvano con fermezza, insieme a Cappelle, ha proposto la zona di confine Terrarossa, affinché si possa creare un incentivo allo sviluppo dell'area vestina».
«Ritengo indispensabile», osserva Cordoma «la localizzazione in tale sito, perché ci sarebbero due caselli troppo vicini tra loro nel caso si optasse per la zona Ibisco, ma soprattutto, perché tra Cappelle e Montesilvano si darebbe una risposta concreta alla richiesta di attività sostenibili in un'area maggiore. Se, invece la decisione è stata già presa in altri tavoli, dove non sono stati rappresentati i cittadini, sarebbe solo una scelta con intenti che poco hanno a che fare con la politica vera e che non salvaguardano i veri interessi della collettività. Condanno duramente questo modo di fare», incalza il sindaco. «E se ancora la localizzazione fosse in zona Ibisco in previsione della realizzazione del Lotto bis della variante, per la quale ci vorranno almeno 10 anni, posso già immaginare quale sarà la sofferenza in termini di viabilità per i residenti di Montesilvano, e per quelli del territorio vestino»