MONTESILVANO - Va a vuoto la conferenza dei servizi per la localizzazione del secondo casello autostradale della A/14. Ieri a Montesilvano si sono registrate assenze strategiche, che qualcuno con lungimiranza aveva già pronosticato. Risultato: la nuova uscita autostradale non troverebbe posto in contrada Terrarossa ai confini fra Montesilvano e Cappelle come molti auspicavano, ma nella zona Ibisco (di pertinenza del Comune di Città Sant'Angelo) e probabilmente in prossimità della ex cantina sociale Santangelo. Un'area questa altamente strategica con innegabili vantaggi soltanto per gli outlet ed i centri commerciali del territorio angolano. E sempre per la loro potenziale clientela è stato presentato un ambizioso progetto per trasformare la ex cantina in un hotel di lusso, a cui potrebbe appoggiarsi una vasta fascia di clienti.
Il punto debole di questa scelta è che si realizzerebbero due caselli a qualche chilometro di distanza l'uno dall'altro, due caselli gemelli che non porterebbero nessun vantaggio all'area nord metropolitana, nè tantomeno alleggerirebbero il traffico sull'area di Montesilvano. Il punto di forza sarebbe invece l'intervenuta benedizione del ministro Matteoli. Viceversa un'uscita in zona Cappelle, ideale per il rilancio economico dell'area vestina, arrecherebbe vantaggi a Spoltore, Cappelle, all'area artigianale di Moscufo. Perchè questo sorpasso a destra del Comune angolano, che all'ultimo momento ha cambiato idea, proponendo il casello sul suo territorio? La risposta è la diplomazia trasversale che Città Sant'Angelo è riuscita a creare, trovando un canale privilegiato con Matteoli, grazie ai buoni uffici di alcuni consiglieri provinciali di estrazione An, oggi in forza a Rialzati Abruzzo. Il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma: «Insisto per un casello sul nostro territorio, anche perché la prevista realizzazione del lotto bis della variante comporterà tempi di attesa decennali e fino a quando non sarà operativa questa tratta, noi soffriremo a lungo, in termini di traffico e di viabilità. Se poi la decisione è stata presa in altri tavoli (dove non sono stati rappresentati i cittadini) sarebbe una scelta campanilistica, che non salvaguarda i veri interessi della collettività». Se dovesse prevalere la scelta di Città Sant'Angelo, Cordoma pagherebbe la sua fedeltà al leader nazionale Gasparri, con il rischio che tutta l'area metropolitana perda l'occasione di riequilibrio della mobilità. I grandi assenti alla conferenza sono stati la Regione e la Società autostrade, il che confermerebbe l'ipotesi di una accordo anomalo raggiunto in altra sede. Erano presenti invece, l'assessore Di Giacomo, l'assessore provinciale Ruggeri, il sindaco di Cappelle Maiorano Picone, l'assessore angolano Pratense, l'assessore di Spoltore Santurbano, Anas, Enel e Zazzara come incaricato del Comune di Montesilvano per la variante al Prg.