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Pescara, 20/04/2026
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Data: 19/03/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scandalo sanità, arrestato Frisullo: «Sesso e dodicimila euro al mese». L'ex vice della giunta Vendola accusato da Tarantini. Altri tre in manette

BARI - Il passaggio delle bustarelle sarebbe avvenuto nel suo ufficio alla Regione o in macchina, durante una breve sosta nella piazzola di un distributore di benzina alle porte di Bari. Dodicimila euro al mese per quasi un anno, un vitalizio, che il vice presidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo, avrebbe intascato da gennaio a novembre 2008. Mazzette versate direttamente dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini per garantirsi i milionari appalti banditi nell'Asl di Lecce. E' sempre lui - il 35enne barese già agli arresti domiciliari e che avrebbe introdotto circa 30 donne a Palazzo Grazioli - al centro delle indagini della Procura di Bari. E' ormai lui il punto cardine delle inchieste sul presunto malaffare nella sanità pugliese, indagato ma allo stesso una sorta di collaboratore di giustizia. L'ultimo terremoto giudiziario è scoppiato ieri mattina, quando gli uomini della guardia di finanza hanno fatto scattare le manette per Frisullo e il direttore amministrativo dell'Asl Lecce, Vincenzo Valente, entrambi finiti in carcere. Ad accusarli è Tarantini durante l'interrogatorio dello scorso 28 gennaio: davanti al pm inquirente Giuseppe Scelsi ammette di aver garantito all'ex assessore soldi, donne (tra queste la escort Terry De Nicolò, tra le 30 che hanno partecipato alle cene nelle residenze del premier Silvio Berlusconi) e regali di varia natura, persino una macchina e l'autista per i suoi spostamenti non istituzionali. In cambio, Frisullo si sarebbe prodigato per assicurargli appalti su appalti. Valente sarebbe stato l'anello di congiunzione. Per il gip Sergio Di Paola che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, l'esponente del Pd salentino - nonostante non ricoprisse più cariche istituzionali dopo essere stato "licenziato" l'estate scorsa dal governatore Nichi Vendola - avrebbe potuto reiterare il reato e inquinare le prove. Da qui l'esigenza del carcere e di accelerare i tempi dell'indagine, nonostante tra 10 giorni i pugliesi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Consiglio regionale. «Non sono in vetrina, ma sono ancora nel negozio, cerco di dare una mano», confidava al telefono Frisullo parlando con un imprenditore pugliese estraneo alla vicenda. La chiacchierata intercettata dai finanzieri è utilizzata dal giudice per avvalorare la tesi che l'ex assessore fosse ancora personaggio influente. Oltre a Frisullo, Valente e i fratelli Tarantini (Gianpaolo e Claudio), nelle carte compaiono altri quattro nomi: si tratta del primario di neurochirurgia dell'ospedale Vito Fazzi, Antonio Montinaro, Roberto Andrioli, funzionario dell'area gestione patrimonio dell'azienda sanitaria locale, entrambi finiti agli arresti domiciliari. Due gli indagati a piede libero: si tratta dell'imprenditore Domenico Marzocca e Rita Dell'Anna, dirigente dell'area gestione patrimonio dell'Asl Lecce. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono l'associazione per delinquere e turbativa d'asta. Frisullo è indagato a piede libero anche per quattro presunti episodi di corruzione. A capo della presunta associazione a delinquere - secondo il gip - ci sarebbero proprio Frisullo e Tarantini. L'inchiesta è ad una svolta e presto potrebbero scattare altri provvedimenti. Durante gli interrogatori, infatti, Tarantini ha fatto il nome di un secondo politico pugliese al quale avrebbe versato delle tangenti. Il nome, per ora, resta top secret.


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