PESCARA - Mica un consiglio regionale straordinario. Di più, farà molto di più la Regione in occasione del primo anniversario del terremoto del sei aprile prossimo. Proprio per questo si è data le vacanze per quarantatrè giorni. Per lavorare meglio e a testa bassa. Niente dimenticanze, non se n'è scordata quando la conferenza dei capigruppo ha suonato il tana liberi tutti dal 9 marzo scorso fino al 20 aprile per il consiglio regionale e fino al 7 aprile per le commissioni, saltando a piè pari l'anniversario del sisma. Intanto la Regione continua a lavorare precisa il presidente del consiglio Nazario Pagano, «non è possibile che gli uffici della Regione restino chiusi per sei settimane come per un sol giorno». No in effetti gli impiegati resteranno tutti al lavoro. Gli impiegati, capito, i consiglieri no. E per il 6 aprile sta organizzando «un evento a carattere religioso-istituzionale». Una messa insomma. Come se all'Aquila non bastassero due arcivescovi, uno dei quali tra l'altro immortalato mentre spala le macerie insieme al popolo della carriole. Sembra uno scambio di persona. Ma non lo è. Quella volta niente scatto, la voglia di emulare monsignor D'Ercole non è venuta a nessuno, proprio no.
Monsignor Pagano, come è stato ribattezzato nelle stanze dell'Emiciclo dopo questa trovata, ha invitato Gian Antonio Stella del Corriere della Sera che si è occupato anche lui delle ferie lunghe dei consiglieri abruzzesi «a venire in Abruzzo, in Consiglio regionale» ospite di Pagano in occasione del 6 aprile, così si farà un'idea di quanto si lavora qui in Abruzzo. In consiglio regionale, chiuso per l'occasione perchè la prossima seduta è stata convocata per il 20 aprile. Poi però magari si potrebbe andare tutti quanti a messa. La terza in ordine di tempo annunciata per l'anniversario del 6 aprile: una per ogni vescovo.