E Costantini (Idv) attacca Chiodi su Sant'Omero e il ruolo della Baraldi
PESCARA. Circa venti milioni di euro. Un'altra mazzata ai tentativi di risanamento della sanità congegnati dalla amministrazione regionale arriva dal Tar dell'Aquila, che ha accolto un ricorso proposto dalle cliniche Villa Pini, Sanatrix e Santa Maria. I giudici amministrativi hanno annullato il provvedimento della giunta Del Turco che, nell'aprile 2008, mirava a bilanciare il mancato raggiungimento degli obiettivi per i ricoveri ospedalieri nelle case di cura private. La Regione, rappresentata in giudizio e difesa dall'Avvocatura dello Stato, ha trovato l'opposizione delle tre cliniche del gruppo Angelini, sostenuta dall'avvocato Sabatino Ciprietti con la collega Laura Teti davanti ai giudici Cesare Mastrocola (presidente), Paolo Passoni e Maria Abruzzese. Analoghi ricorsi proposti da altri operatori privati potrebbero arrivare a segno dopo l'ultima sentenza del Tar aquilano. Come dire che la contraerei del contenzioso amministrativo è perfettamente operativa. La Regione dovrà infatti risarcire i ricorrenti, a meno che la sentenza non venga ribaltata in Consiglio di Stato. In questo caso, circa venti milioni «tagliati» alle tre cliniche di Angelini per le prestazioni certificate a cavallo del 2005 e 2006. Una drastica riduzione dei ricoveri prevista per centrare l'obiettivo del piano di risanamento regionale. Provvedimento che però sarebbe stato disposto secondo tempi e modalità ritenuti non congrui dal Tar.
Non è il primo scivolone della Regione nel lungo contenzioso che la divide dagli operatori privati. Lo stesso Tar, nei mesi scorsi, ha dato un colpo ai tagli imposti dal commissario Gino Redigolo con ben due sentenze favorevoli, su ricorsi presentati dallo studio legale Marchese, sui budget ambulatoriali del 2008 delle case di cura aderenti all'Aiop.
Ma la tempesta legale non acquieta il clima politico sull'emergenza sanitaria in Abruzzo. A denunciarla con forza è l'Italia dei Valori, che attacca sul processo di privatizzazione dell'ospedale di Sant'Omero e il ruolo dei subcommissari Baraldi e Ruffini. «La dottoressa Baraldi è Ulisse e l'ospedale di Sant'Omero il cavallo di Troia», dice Carlo Costantini, «la dottoressa Baraldi, consulente di operatori della sanità privata e per lungo tempo organica al gruppo Villa Maria, il primo passo in avanti lo ha fatto facendosi nominare da Berlusconi sub commissario di Chiodi; il secondo lo ha fatto espropriando l'altro sub commissario, Rossini, delle proprie prerogative». Costantini, che è intervenuto ieri con il senatore Alfonso Mascitelli, ricorda che «non esiste un solo atto legislativo o di programmazione regionale valido ed efficace che autorizzi la privatizzazione dell'ospedale di Sant'Omero. Nonostante tutto, la Asl di Teramo prosegue senza intoppi la sua corsa verso la privatizzazione, addirittura nominando un gruppo di lavoro per definire i dettagli del progetto». Costantini richiama Chiodi a svolgere il ruolo di controllo e lo invita a «sospendere eventuali nuove iniziative regionali per l'autorizzazione e l'accreditamento di strutture sanitarie private fino all'avvenuta adozione del piano di riassetto della rete ospedaliera».