AVEZZANO. Le Ferrovie chiedono alla Provincia di revocare la diffida di gennaio che ha bloccato i lavori per l'elettrodotto di Scalzagallo e il Comitato cittadino si scaglia contro Rfi (Rete ferroviaria italiana) che avrebbe annunciato azioni di responsabilità contro il provvedimento dell'Ente. I componenti del Comitato cittadino, formato da 52 residenti della zona bassa del quartiere, assistiti dall'avvocato Renato Simone, hanno inviato una lettera alla Provincia ribadendo la validità del documento che ha bloccato di fatto i lavori per la realizzazione dell'elettrodotto.
«La legge regionale impone il pronunciamento della Provincia per realizzare l'impianto», affermano i residenti di Scalzagallo, «e i lavori erano iniziati senza tale documento. Anche il regolamento edilizio prevedeva restrizioni. Tutte leggi ignorate dal Comune».
Il Comitato chiede quindi a Rfi di aprire un tavolo di consultazioni per trovare una soluzione che porti all'interramento dei cavi.
Per quanto riguarda il protocollo tra Comune e Ferrovie, firmato a ottobre, che prevede il completamento dei lavori e poi un nuovo smantellamento per arrivare a un definitivo interramento, il comitato sottolinea che «i lavori per interrare i cavi vanno eseguiti a spese delle Ferrovie perché la legge stabilisce che è l'unico metodo ammesso. Il Comune», concludono i residenti, «dovrà spiegare perché prima ha ordinato la sospensione dei lavori e poi ha firmato il protocollo d'intesa dicendosi disposto ad accollarsi una parte di spese».