Sono drammatici i dati relativi alla disoccupazione nei territori del cosiddetto cratere sismico. Dalle rilevazioni della Cgil rese note nel corso dell'ultimo congresso provinciale nel solo 2009 il ricorso alla cassa integrazione, al 31 dicembre 2009, le ore di cassa integrazione sono state sette milioni, 234mila 516, per un impressionante aumento del 736% rispetto al 2008, quando le ore di cassa integrazione furono 857mila 716. «Di queste sette milioni di ore - ha commentato Umberto Trasatti, neo segretario provinciale Cgil - più della metà appartengono ai settori commercio e servizi, tra i più penalizzati nel dopo terremoto. Il 91% dei 3550 lavoratori in cassa integrazione, inoltre, usufruiscono dello strumento in via straordinaria a dimostrazione di come siano pericolosamente lontane le prospettive di una ripresa occupazionale». Non va meglio nel resto del territorio provinciale, con la Valle Peligna e Marsica che complessivamente fanno salire a oltre cinque milioni le ore di cassa integrazione: «Basti pensare - ha aggiunto Trasatti - che con quasi dodici milioni di ore di Cig l'Abruzzo si pone allo stesso livello del Lazio. In regione sta peggio solo la provincia di Chieti che, però, ha più occupati: il rapporto tra ore di Cig e occupati fa della provincia aquilana il fanalino di coda. A questi numeri vanno aggiunti quelli relativi ai circa ottomila lavoratori che per soli tre mesi hanno ricevuto il sostegno di ottocento euro mensili. Da luglio anche loro hanno enormi difficoltà per andare avanti». Per il segretario provinciale Cgil l'ipotesi della zona franca rappresenta un'opportunità ma non la panacea di tutti i problemi «visto che la dotazione finanziaria è decisamente insufficiente. Mancano strumenti operativi per incentivare il sostegno alle imprese, eppure sono diverse le aziende che sappiamo essere interessate a venire ad investire all'Aquila».