PESCARA. Alfredo Castiglione boccia di nuovo l'amministrazione comunale. Dopo aver criticato il sindaco Luigi Albore Mascia, alcune settimane fa, per aver tolto le panchine in piazza Sacro Cuore per cacciare via i barboni, ieri il vice presidente della Regione, nonché vice coordinatore cittadino del Pdl, è intervenuto per contestare l'ipotesi di abolire le quote rosa, cioè l'obbligo fissato nello statuto dell'ente di mantenere almeno tre donne nella giunta.
Il piano riservato dell'amministrazione, svelato alcuni giorni fa dal Centro, prevedeva la cancellazione di questo obbligo per sostituire una donna assessore con un esponente della Lista Teodoro. Ma quel piano ha suscitato una valanga di reazioni contrarie anche dalla maggioranza e ora è arrivato il no di Castiglione.
«Mi risulta stucchevole», scrive il vice presidente della Regione in una nota, «la scelta che l'amministrazione di Pescara vorrebbe fare e cioè attuare un decremento delle cosiddette quote rosa, solo per aderire a logiche di rimpasti in giunta. E' un brutto messaggio per la società che giunge, tra l'altro, da un organo della politica, ma che è anche organo dello Stato».
«Mi rammarica», prosegue Castiglione, «vedere un'amministrazione sempre fluttuante tra l'essere e il non essere, con una maggioranza in cerca d'autore. Io, come vice coordinatore cittadino di tale partito, non ho mai voluto ingerire per permettere un'autonomia di cui si aveva bisogno». Il vice coordinatore del Pdl fa presente, in proposito, che «in occasione dell'8 marzo, le più alte cariche dello Stato e numerose espressioni della cultura italiana, si sono spese per rimarcare il ruolo della donna».
Alla luce di questo, il tentativo dell'amministrazione pescarese di togliere le quote rosa dalla giunta, a detta di Castiglione, diventa ancora più eclatante. «I tavoli di concertazione», osserva, «a questo punto, devono avere maggiore respiro culturale. La politica viene fatta, ormai, tramite le fondazioni. Tutto questo per dare una veste ancora più acuta e ad ampio raggio per i problemi che prima venivano risolti con un colpo di penna, cambiando nello scacchiere questa o quella pedina». «Bisogna cambiare radicalmente mentalità», conclude Castiglione, «e invece tocca sentire ancora di sacrificare il ruolo delle donne». Alcuni giorni fa, si erano espresse contro il tentativo di abolire le quote rosa anche le presidenti delle commissioni pari opportunità di Comune e Provincia, Daniela Arcieri Mastromattei e Tecla Rosa. Un altolà era giunto, infine, dalla presidente della commissione statuto Federica Chiavaroli.