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Pescara, 20/04/2026
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Data: 23/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Di Pietro: la tassa di scopo è necessaria. Il leader dell'Idv in città: servono anche infrastrutture logistiche

Occorrono incentivi a tutte le imprese che assumono o almeno non licenziano e bisogna far ripartire il lavoro

L'AQUILA. Da una parte una tassa di scopo, dall'altra una serie di infrastrutture logistiche. È questa la ricetta del leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, di fronte al dramma di un territorio devastato dal terremoto. Ieri, Di Pietro è stato ospite dell'Ance, per dar man forte alla sua lista, schierata con Stefania Pezzopane, in vista delle prossime consultazioni provinciali. Molti gli spunti di riflessione sulla ricostruzione. «Ci sono tantissimi problemi», ha detto, «sia per i ritardi, ma anche per la carenza di fondi». Di qui, la necesità di rilanciare una tassazione di scopo, ma anche una «detassazione» per i mancati guadagni delle attività. «Occorrono incentivi per le imprese che assumono o che almeno non licenziano», ha spiegato, «ma anche un regime per far ripartire il lavoro». E poi c'è la questione infrastrutture, con interventi finalizzati a mettere in condizioni L'Aquila di avere un cordone ombelicale diretto con la capitale.
A proposito di capitale, per il leader dell'Idv, la richiesta del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, di avere almeno 100 pullman dall'Abruzzo per la manifestazione di Roma, di sabato scorso, rappresenta «un'altra meschinità tra le meschinità di Berlusconi tipico di dittatorelli di ritorno quello di volere le piazze piene obbligando o mortificando la popolazione civile che dovrebbe spontaneamente sentire il piacere di andare alla manifestazione e non esservi costretti per avere un tozzo di pane». Consapevole del grande lavoro della macchina umanitaria degli aiuti per l'Abruzzo, Di Pietro ha detto di apprezzare l'enorme sforzo che hanno fatto le forze di protezione civile, nelle infrastrutture, con l'enorme impegno quando, nella fase di emergenza hanno dato tutti loro stessi per aiutare le popolazioni terremotate. «Allo stesso tempo», ha però proseguito, «bisogna deplorare il mancato rispetto delle regole». Un riferimento alla casa dello studente: «Non doveva cadere e se è caduta è perché qualcuno ci ha voluto mettere un pilastro in meno e la sabbia in più; sotto questo aspetto la giustizia deve fare il suo corso e non può fare sconti a nessuno, a nessun livello, sia a chi l'ha progettato, sia a chi si è accontentato di quei finti controlli, così come contestiamo», ha detto ancora, «la leggerezza, la superficialità e anche un po' la strafottenza di quanti addetti ai controlli preventivi che, con un terremoto alle porte, hanno fatto finta di non vedere e non sentire». Poi un appello al voto, per tutti gli aquilani in particolare quelli sulla costa «perché rientrare all'Aquila e votare», ha detto, «è un gesto importante». Ma sono vari i temi nazionali toccati da Di Pietro, anche in riferimento al tema delle riforme: «Affidare le modifiche della Costituzione a una persona come Berlusconi, che finora ha dimostrato di voler violare il Parlamento facendolo diventare una mera succursale dei suoi voleri con 37 leggi «ad personam», imbavagliare l'opposizione, zittire le informazioni libere, mortificare la magistratura e i controlli, significa affidare il pronto soccorso a Dracula».

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