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Pescara, 22/04/2026
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Data: 25/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Catone: Mascia azzeri la giunta. Il deputato apre un'altra crisi: «Il mio gruppo diserterà i consigli»

Si accende lo scontro nella maggioranza. Diventa più difficile l'intesa con i ribelli sul bilancio

PESCARA. Catone apre ufficialmente la crisi al Comune di Pescara. Ieri il deputato, contattato dal Centro, ha lanciato un ultimatum ad Albore Mascia che suona come una dichiarazione di guerra. «I nostri consiglieri», ha detto, «non parteciperanno più alle sedute del consiglio, fino a quando il sindaco non azzererà la giunta».
A questo punto, i margini di trattativa tra il primo cittadino e i catoniani sembrano ridottissimi. Martedì scorso, Mascia aveva annunciato di voler incontrare Giampiero Catone con la speranza di poter ricucire lo strappo, in vista dell'esame del bilancio, che arriverà in aula dal prossimo 8 aprile. Ma le parti sono talmente distanti da far ritenere impossibile un accordo in tempi brevi. «Non ho nessuna difficoltà ad incontrare il sindaco», ha affermato il deputato del Pdl, «ma l'unica cosa che posso dirgli è quella che deve azzerare la giunta, prima dell'esame del bilancio».
Secondo Catone, «c'è una crisi gestionale che deve essere risolta». «I fatti sono inequivocabili», ha osservato, «questa squadra di governo non è adatta, visto che il programma non è stato ancora avviato». E ha aggiunto: «Questa giunta non è stata condivisa, sono mesi che i miei consiglieri fanno presente questo problema e non vengono ascoltati. Non chiediamo assessorati, ma solo la condivisione della scelta degli assessori».
Albore Mascia, però, ha già detto che non intende cambiare la sua giunta. «Sono molto soddisfatto del lavoro svolto finora dai miei assessori», aveva fatto presente martedì scorso al Centro, «perché mai dovrei azzerare la giunta?».
E', dunque, un muro contro muro. Catone prevede un futuro molto incerto con seri rischi per la tenuta dell'amministrazione. Per approvare il bilancio ci vogliono almeno 21 consiglieri presenti in aula, escluso il sindaco. La maggioranza, dopo il suo insediamento aveva 26 consiglieri, ma ora, alla luce di quanto sta accadendo, su quanti voti può contare la coalizione? La schiera dei ribelli, secondo il deputato, si va estendendo. Il suo gruppo, Democrazia per le autonomie, conta tre consiglieri. La Lista Teodoro, due. L'Udc, che ha assunto di recente una posizione polemica nei confronti della maggioranza, altri due. Poi, ci sarebbero gli insoddisfatti e i polemici nelle file del Pdl e di Pescara futura. «Non voglio passare per Cassandra», ha spiegato, «se fossi il sindaco starei molto attento, perché per l'esame del bilancio prevedo almeno un paio di malati, più qualche consigliere impegnato altrove. I miei consiglieri, comunque, non ci saranno fino a quando non verrà azzerata la giunta». «Il sindaco può anche chiedermi un appuntamento», ha concluso Catone, «ma sappia che Democrazia per le autonomie non si presenterà in aula fino a quando Mascia non avrà risolto i problemi».

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