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Data: 26/03/2010
Testata giornalistica: Rassegna.it
XI° Congresso Regionale Cgil Abruzzo - Gianni Di Cesare rieletto per il suo secondo mandato. Piccinini (Cgil), sotto attacco Statuto lavoratori

MONTESILVANO (Pescara). "I lavoratori - ora possiamo dirlo - non hanno apprezzato il modo in cui ci siamo presentati a loro nelle centinaia di assemblee che abbiamo svolto. Poi si sono espressi e ora è necessario riconoscere il risultato politico di questa grande consultazione. E riconoscere il risultato politico significa riconoscere la linea che è stata votata a maggioranza. Questo non negherà certo il pluralismo. Ma il pluralismo non si esime dal rappresentare tutti insieme la linea che sarà confermata al congresso nazionale". Così Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil, ha concluso ieri l'XI congresso regionale della Cgil Abruzzo. I temi prioritari che sono emersi nel dibattito di due giorni a Montesilvano (35 interventi, una relazione introduttiva e una finale e 12 interventi di esterni) sono quelli relativi al modello contrattuale e quindi agli effetti deleteri dell'accordo separato del 22 gennaio 2009 e i temi relativi allo sviluppo economico e all'uscita dalla crisi che continua a tagliare posti di lavoro, una crisi doppia perché qui in Abruzzo, oltre che con gli effetti della crisi finanziaria c'è da fare i conti con il terremoto di cui proprio in questi giorni (il 6 aprile) si celebra il primo anniversario.

Molti dei delegati intervenuti hanno sollecitato la risposta diretta di Morena Piccinini, a nome della Cgil, sulla questione spinosa dei rinnovi contrattuali. In particolare la Fiom ha criticato la linea di altre federazioni di categoria che hanno firmato accordi contrattuali nazionali, nonostante la rottura del 22 gennaio. Morena Piccinini ha voluto rispondere ripartendo da un intervento dello storico Adolfo Pepe sul valore fondante della confederalità. "E' necessario assumere tutti un nuovo impegno per un nuovo senso comune e non significa per noi che ognuno si sente padrone in casa propria". Rispondendo poi alle critiche della Fiom che accusa la Cgil nazionale di aver appoggiato le categorie che hanno firmato accordi nazionali nonostante il 22 gennaio, Morena Piccinini ha detto che "dobbiamo mettere in valore i risultati di tutte quelle categorie che hanno cercato di superare in positivo l'accordo separato. Non è possibile pensare a queste categorie come venduti. Al contrario, dobbiamo valorizzare tutte quelle azioni che vanno nella direzione dello smontare quell'accordo separato per arrivare a un nuovo modello contrattuale".

Più in generale, per Morena Piccinini si sente comunque una grande domanda di sindacato, ma anche di politica. E in questo senso è giusto cogliere i segnali positivi dalla società civile e dalla politica che stanno cercando di muoversi e reagire al vuoto di democrazia. Quello che preoccupa, ha detto la segretaria confederale, è la scelta di Cisl e Uil che sembrano aver imboccato la strada della corporativizzazione e la rinuncia alla reale rappresentanza sociale e della democrazia. "Il problema della democrazia è centrale ed è questo che produce accordi separati. La battaglia è quindi per la riaffermazione della rappresentanza". La Cgil, in questo contesto, lancerà una grande iniziativa di mobilitazione che porti a una nuova legislazione, ma che tenti di smuovere tutta la società. "Abbiamo bisogno di conseguire risultati, le proposte di legge già ci sono". Il connubio deve essere tra rappresentanza e democrazia. E in questo senso la Cgil ha un "compito storico". Noi dobbiamo avere la speranza e la volontà di riconquistare un lavoro unitario, come si sta già facendo nei luoghi di lavoro e nella contrattazione sociale.
La crisi viene d'altra parte utilizzata dal governo in carica per dividere ulteriormente e abbassare il livello dei diritti dei lavoratori, sminuendo il modello di solidarietà e di welfare. L'obiettivo è ora tutto lo Statuto dei lavoratori. Il ritornello è chiudere con il '68 e tutto quello che ha rappresentato. "Non possiamo permettere - ha detto Piccinini - che il quarantesimo anniversario dello Statuto dei lavoratori sia anche l'ultimo".

Morena Piccinini ha criticato più in generale la politica economica e sociale del governo e ha confermato che la Cgil si impegna in prima persona nella battaglia contro le privatizzazioni a partire da quella dell'acqua. La Cgil sosterà dunque il referendum per la difesa dell'acqua come bene comune. Ma le battaglie difensive non bastano più. Bisogna pensare da subito a un nuovo modello di sviluppo. E questo vale prima di tutto, in Abruzzo, per il dopo terremoto. "La natura non è un costo - ha detto la segretraria confederale - ma una grande fonte di ricchezza: il mare, la montagna, la nuova occupazione che si potrebbe creare, al difesa dei parchi naturali. Oggi è necessario reinventare un'economia e un nuovo modello di sviluppo". Ma il governo non pensa certo a queste cose, ma propone l'abbassamento delle tutele per tutti e la divisione tra lavoratori. La Cgil si batte invece per recuperare il valore di un lavoro ormai umiliato e per recuperare il valore delle persone, di tutte le persone a partire da quelle migranti. "Non è possibile tollerare la tante discriminazioni che colpiscono gli immigrati in un paese che è fatto, purtroppo, di tante Rosario". Oggi è necessario rilanciare una vera idea di cittadinanza e di convivenza civile. Non basta infatti parlare di responsabilità individuale, è necessario rilanciare l'idea di una responsabilità pubblica. C'è da definire il nuovo "contratto sociale inclusivo degli anni duemila, come già diceva tanti anni fa Bruno Trentin."

Il congresso della Cgil Abruzzo ha eletto il nuovo comitato direttivo composto da 116 sindacalisti. Il documento di maggioranza Epifani ha raccolto circa il 77% dei consensi, quello di minoranza circa il 23%. Il segretario regionale Gianni Di Cesare è stato rieletto per il suo secondo mandato, raccogliendo anche i voti della minoranza, compresi molti voti dei delegati della Fiom.

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