Lustrini e divise. Il popolo della notte va allo "struscio" insieme con poliziotti, finanzieri e carabinieri. E guardie giurate. Non chiamatelo coprifuoco, perché i locali continueranno a restare aperti fino alle 4, ma è comunque un giro di vite quello che scatta da questa sera a Pescara vecchia. L'amministrazione comunale ci ha messo del suo, non senza polemiche: «Ogni venerdì e sabato, ogni quarto d'ora da mezzanotte alle 3, un bus navetta gratuito della Gtm farà la spola tra il terminal bus della stazione e Pescara vecchia» ha annunciato l'assessore Berardino Fiorilli, scatenando però le forti critiche del settore trasporti di Cgil, Cisl e Uil: «Siamo in stato di agitazione con la Gtm e uno dei motivi di scontro è quello della sicurezza, i nostri autisti non sono protetti, mettere bus navetta di notte senza averci consultato è rischioso e gravissimo» hanno contestato i sindacati.
Così Pescara ha voluto rispondere alla selvaggia aggressione di Luciano Zerrilli, nella notte tra sabato e domenica. Il giovane foggiano continua ad essere tenuto in coma farmacologico all'ospedale Santo Spirito; a fargli visita e a portare conforto ai famigliari è stata ieri la mamma di Emanuele Fadani, l'imprenditore ucciso a calci e pugni da tre rom ubriachi ad Alba Adriatica. Claudio Spinelli, il rom che ha colpito Zerrilli, è in carcere al San Donato. In una lettera dell'associazione RomSinti @ Politica, Nazzareno e Franco Guarnieri, e di Giulia Prestia della cooperativa Pralipé, condannano pregiudizi e stereotipi verso i rom e sollecitano le pubbliche amministrazioni a promuovere «attività sociali e culturali di integrazione che la politica ha il dovere di attivare».
Le istituzioni hanno voluto mandare un segnale forte per dare un senso di protezione alle migliaia di persone che gremiscono strade e locali tra piazza Unione, via dei Bastioni, corso Manthonè, via delle Caserme e piazza Garibaldi. Così come il Comitato degli operatori di Pescara vecchia, promotore di un'azione energica: «Da venerdì sera avremo in servizio due coppie di guardie giurate in bicicletta e con telecamere sull'elmetto, ingaggiate per controllare e all'occorrenza per intervenire» ha spiegato Christian Summa, presidente dell'associazione che raccoglie ristoratori e gestori dei locali. In 45 hanno messo timbro e firma in calce al documento che illustra questo piano privato per la sicurezza. «La tutela della clientela riguarda tutti noi perché, a differenza di altre zone della città, ogni brutto fatto di cronaca che accade qui non coinvolge solo il locale in cui avviene ma l'intera area di Pescara vecchia» ha ben spiegato Riccardo Ciferni. Tesi condivisa dai suoi colleghi-operatori: «Siamo convinti che chiudere prima, a mezzanotte o all'una, non serva a scongiurare episodi di violenza. E' invece importante tenere alta la guardia: se in questi ultimi otto mesi qui non è successo nulla è grazie alla nostra professionalità anche sul fronte della sicurezza» ha detto Antonio Diodati. «Poi basta un folle a vanificare e a bruciare mesi di buon lavoro» ha aggiunto Summa. «C'è pure chi compra birre e alcolici al supermercato e viene a consumarli a piazza Unione a notte fonda, dunque non è questione di locali aperti o chiusi» è la sintesi di Sandra Ferro, di ConoPizza. Ma proprio sulla somministrazione degli alcolici, ieri in Comune, sono emerse sorprese peraltro anticipate dall'assessore Cardelli: lo stop alle 2 per le bevande alcoliche riguarda solo i locali che fanno intrattenimento musicale ovvero le discoteche: chi ha una licenza da bar può servire alcolici quando vuole». Cioè fino alle 4.