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Pescara, 22/04/2026
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Data: 30/03/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Regionali, vincono il Pdl e La Lega - La festa tricolore del sindaco Di Primio. L'abbraccio della moglie, i cori l'entusiasmo dei simpatizzanti la sciarpa del Chieti Calcio al collo

«Ci metteremo subito al lavoro. La nostra sarà una giunta vicina alla gente»

CHIETI. La bandiera tricolore attorno al collo, il simbolo del partito, il Popolo della Libertà, portato alto dietro alle spalle come una laicissima madonna pellegrina. E la moglie raggiante al fianco. Così si presenta Umberto Di Primio in piazza Valignani quando sono sicuri i risultati di appena quattro seggi su 56. Ma quei quattro seggi danno un 60% che è un passaporto certo per la vittoria.
Di Primio attraversa a fatica la piazza, alle 20.20 precise varca il portone del Comune (quello della sede provvisoria nell'ex Banca d'Italia) ma ne esce subito reclamato da una folla non grande ma molto affettuosa, che chiede di ascoltare il primo saluto da neo-sindaco. Di Primio affronta saltellando la passerella del dei comizi, tira un sospiro profondo, mostra questa volta stretta nei pugni oltre al tricolore la sciarpa neroverde del Chieti Calcio e grida: «Ci metteremo da subito al lavoro e da subito preparerò una lettera per bloccare i lavori in piazza San Giustino».
Partono i cori, le urla di incitamento. «Non solo Guardiagrele», urla al telefono rosso in volto l'assessore regionale Mauro Febbo, «ora abbiamo preso pure Chieti».
«Non ho ancora i dati ufficiali», si schermisce Di Primio «ma quelli ufficiosi ci danno vittoriosi senza alcuna storia. Un risultato per il quale ringrazio tutta la città e tutte le persone che mi hanno sostenuto».
«La vittoria è nata cinque anni fa», continua il neo-sindaco «dopo la sconfitta del 2005: da allora abbiamo cominciato a lavorare per arrivare a questo risultato. Credo di aver rappresentato bene le sette liste e le sette liste hanno assolutamente spinto la mia candidatura. Costruiremo il nuovo governo di questa città il prima possibile e molto vicino alla gente».
Un pensiero alle ambizioni degli alleati («tutti avranno una rappresentanza»), un colpetto di freno ai più ambiziosi («non ho ancora in mente i nomi della giunta») poi via lungo corso Marrucino, portato in festa, con il simbolo del partito che lo segue come un'ombra, le bandiere tricolori, i cori, gli applausi.
Corre ad abbracciarlo Giovanni Pace, presidente emerito della Regione: «Umberto è un giovane che ha passione, determinazione e idee chiare. Ha fatto in 5 anni una opposizione consapevole, contenuta e propositiva e una campagna elettorale realistica». Felice Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti: «A Chieti c'è voglia di un centro che sa collaborare con il centrodestra», dice pensando al suo Udc, «sono convinto che con noi si vince».
Si fa vedere anche Federica Carpineta, assessore regionale al Personale: «Credo che Umberto sarà un ottimo sindaco. Insieme sapremo portare le giuste rispose alla città di Chieti».

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