L'AQUILA - Solo un po' emozionato. Calmo. Pacato. Come lo è ogni giorno. Il nuovo presidente della Provincia dell'Aquila non sembra neanche reduce da una grande vittoria. Una vittoria sorprendente per molti versi. Perché ha battuto Stefania Pezzopane, "la più amata dagli italiani" solo qualche mese fa, quella della foto con Barack Obama, del Chiambretti night, delle copertine di molte riviste. Insomma, il candidato del centrodestra, riservato e mediaticamente meno berlusconiano possibile, ha battuto, praticamente, un Berlusconi in gonnella, che ha goduto di una esposizione e di una visibilità per un anno in più del dovuto grazie al rinvio del voto. Antonio Del Corvo, 51 anni, di Celano, marsicano come Filippo Piccone, ha vinto una battaglia che, secondo molti osservatori, sembrava impossibile e l'ha vinta con una naturalezza che conferma la bontà di una scelta difficile per il Pdl, diviso sulla sua candidatura prima e, poi, compatto e convinto. Del Corvo ha vinto e con lui vincono Piccone e Di Stefano, oggi probabilmente più forti nel Pdl di quanto lo fossero ieri. Cade l'unica Provincia rimasta nelle mani del centrosinistra, ma queste sono cose che Del Corvo vedrà da domani. «Sì, sono molto emozionato, ho trascorso l'attesa a casa in contatto con il comitato elettorale» afferma, mentre da Avezzano corre verso L'Aquila, dove, in Prefettura, saluterà Franco Gabrielli. «Non mi aspettavo un risultato simile, con tanti voti per la mia persona - aggiunge -. Ero sicuro della vittoria, i nostri sondaggi mi avevano rassicurato, nonostante dall'altra parte si fosse convinti di un risultato di segno opposto. Il Pdl crede ancora nel rapporto e nel confronto con la gente e noi abbiamo continuato a parlare e a confrontarci con la gente, infischiandocene della visibilità della Pezzopane».
«Io ho sempre creduto nella vittoria al primo turno, non ho avuto mai dubbi - riprende -. La Pezzopane ha avuto a disposizione sei anni per la campagna elettorale, io soltanto due mesi, ma li ho spesi bene, con i cittadini ogni giorno». «Nessun referendum sull'operato di Berlusconi - spiega -: abbiamo retto nei Comuni del cratere sismico, ma abbiamo addirittura stravinto in quelli fuori dal cratere, a dimostrazione che è stato un voto al nostro impegno e, semmai, all'operato dell'intero Governo. Abbiamo vinto in Valle Peligna, nella Marsica e nel 90% dell'Aquilano. Il centrosinistra ci ha battuto soltanto all'Aquila, non c'è una provincia divisa». Risultato importante per attuare quella filiera tra Provincia, Regione e Governo, necessaria per interventi più rapidi e un "ascolto" più efficace: «È importante per accelerare i tempi decisionali per la ricostruzione». Lei è marsicano, il timore degli aquilani è proprio questo... «Ho avuto l'onore di partecipare alle decisioni sul decreto per il terremoto e il primo punto del nostro programma riguarda la ricostruzione del capoluogo e il rilancio economico del territorio. La mia attenzione per L'Aquila è stata sempre massima». E il rapporto con il sindaco Massimo Cialente? «Non potrà che essere ottimo, è il vice commissario». Un messaggio per la Pezzopane. «Mi aspetto da lei un'opposizione costruttiva e grande collaborazione». A notte inoltrata, infine, il ritorno, per i festeggiamenti, ad Avezzano, ma da oggi sarà L'Aquila la sua città.