Quindici milioni di euro per vincere la sfida più difficile: battere l'inquinamento da traffico. Sono appostati nel bilancio di previsione firmato da Michele Saggese, l'assessore competente. Serviranno per incrementare il servizio di trasporto pubblico e quindi invogliare i napoletani a lasciare l'auto a casa. La giornata più nera - sotto il profilo dello smog - è stata quella di venerdì: sei centraline su nove hanno sfondato il limite di legge consentito per le polveri sottili (le famigerate pmlO) che è posto a 50 microgrammi. Tanto per fare un esempio la centralina situata all'ospedale Santobono è schizzata a 115. Quella del centro storico in piazza Miraglia addirittura a 162, alla scuola Vanvitelli 163. E ancora: alla ferrovia 194. Roba da mascherina. La situazione sta precipitando complice il cambio di clima. Con la primavera e il caldo l'inquinamento è destinato a salire sempre di più. I rimedi? Per ora ci sono le solite cure cure palliative, ovvero blocco del traffico per alcuni tipi di veicoli e in determinati giorni. A proposito da aprile saranno tre i giorni di stop (lunedì, mercoledì e venerdì) ma qualcosa sta cambiando. «Ci sono 10 milioni per Metronapoli e 5 per Anm - racconta l'assessore Saggese. Li abbiamo sottratti al loro contratto e queste aziende li potrebbero reincassare sotto forma di premio se aumentano la frequenza delle corse. Insomma, per battere lo smog serve dare l'alternativa al mezzo privato ai napoletani e il trasporto pubblico deve fare la sua parte. Napoli deve essere al livello delle grandi città come Milano e Roma soprattutto per la metropolitana, altrimenti i soldi saranno sempre di meno». Basterà? La sensazione è che la mossa sia giusta perché si deve cambiare passo. L'emergenza inquinamento è strutturale e non può essere tamponata che in maniera strutturale. Appunto con gli incentivi al trasporto pubblico migliorandolo e proponendo più corse. Non solo. Lo sostiene Agostino Nuzzolo assessore al Traffico: «Fin quando non si completa la metro grandi interventi restrittivi non ne possiamo fare. Certo incrementare il servizio pubblico è fondamentale. Noi però ci stiamo attrezzando. Nel centro storico ci saranno sempre più zone limitate al traffico e varchi per controllare. Aprile e maggio saranno dei mesi importanti. La media giornaliera delle PmlO in tutte le centraline supera i 50 nanogrammi e il dato più concreto è che anche quest'anno, con tempi da record, Napoli ha superato il limite di giorni d'inquinamento consentiti dalla legge. Ed è tra le primissime città a inserirsi nella «black list» delle polveri sottili, dove finora erano rappresentate soltanto Piemonte (Torino è in testa alla classifica), Lombardia, Veneto, Toscana. Ogni città può concedersi 35 giorni di superamento del PmlO in un anno. La nostra città ha raggiunto già quota 38. La zona dove l'aria è più irrespirabile è quella della Ferrovia. È sistemata lì la centralina che ha superato per prima quota 35. Del resto quella zona - al di là dei legittimi dubbi del Comune sul funzionamento della centralina - è un coacervo di cantieri e di traffico 24 ore su 24, nulla di più scontato che proprio in quell'area si siano registrati gli sforamenti più frequenti. Per adesso il record spetta alla centralina di San Giovanni che il 17 gennaio ha registrato polveri sottili al livello di 264 microgrammi per metro quadrato. Superato di cinque volte e mezzo il tetto della legge. Dunque non provvedimenti straordinari ma strutturali per combattere l'inquinamento. E chiedere l'applicazione delle regole. A partire dalla necessità di blocco del traffico allargato anche ai comuni limitrofi. La giunta Regionale ha predisposto una legge in tal senso che, da un anno, aspetta il passaggio in consiglio regionale. Potrebbe essere questo il primo atto della nuova assemblea regionale: salvaguardare la salute dei campani.